“Il pioppo nero, uno sguardo sul tempo delle risaie”. Così s’intitola la mostra di Cele Bellardone e Dino Boffa, due appassionati artisti della macchina fotografica, che hanno catalogato circa duecento immagini in un prezioso volume e quasi altrettante nella sala espositiva in Santa Chiara, corso Libertà 300, Vercelli. Una rassegna che racconta l’evoluzione del lavoro in risaia, dalla manualità ai laser e alle tecniche più avanzate. Bellardone e Boffa non sono neofiti di questi progetti. Anzi, collaudati documentaristi, che uniscono l’amore per la propria terra d’origine (Villata, nel Vercellese), alla capacità di maneggiare la macchina fotografica per testimoniare un mondo che altrimenti andrebbe perduto e difficilmente trasmissibile alle nuove generazioni. Scorci, angoli, momenti di vita contadina, volti dei risicoltori e degli acquaioli. Mondariso. Ma anche trattori e mietitrebbie che solcano i campi della pianura. Il loro obiettivo coglie le stagionalità, dalla sommersione sino al riposo dei terreni, senza nulla tralasciare: neppure il “ballooning”, il curioso fenomeno della distesa di ragnatele sulle stoppie delle risaie, soprattutto in autunno, quando i ragni secernono fili di seta.
“Il titolo di questa mostra – spiegano Bellardone e Boffa – è dedicato al pioppo nero, un albero secolare che svetta sulla risaia tra Villata e San Nazzaro Sesia, provincia di Novara. Rappresenta un po’ la storia e l’emblema di un territorio”. La rassegna rimarrà aperta sino al 31 maggio. Orari di apertura: il venerdì dalle 15 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19.

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