Buona Pasqua con le “acque ingegnose”

Buona Pasqua con le “acque ingegnose”

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“Bere, cucinare, lavare, irrigare, macinare, navigare… Nelle società preindustriali, l’acqua era il carburante per tutte le occasioni e per tutte le attività. Se mancava, bisognava trovarla, e portarla dove serviva, a volte con strutture monumentali che disegnavano il territorio, e sottolineavano l’importanza del liquido trasportato. Oggi la chiameremmo gestione sostenibile delle risorse. Una volta non si chiamava, però si praticava: lo dimostrano i capolavori di ingegneria ambientale costruiti, intorno all’acqua, in ogni angolo del nostro Paese”.

E’ l’incipit di “Acque ingegnose”, la rubrica di Bellitalia andata in onda sabato, vigilia di Pasqua, sulla TG3, a cura di Marco Hagge. Un viaggio nel mondo delle acque italiane, senza le quali l’agricoltura non esisterebbe, in particolare per alcune colture, come il riso. L’itinerario si è snodato in più regioni: dalla Toscana, partendo da Lucca, dove si trova l’acquedotto progettato due secoli fa da Lorezno Nottolini, alla Chiusa di Casalecchio (Bologna). Poi in Alto Adige, alla cascata del Parcines. Infine, la pianura, con un'”immersione” nel Canael Cavour, la più importante opera idraulica dell’Italia unita, che collega il Po e il Ticino attraverso il “triangolo d’oro” delle risaie: dalla Presa di Chivasso in direzione Nord-Ovest, Vercelli-Novara-Lomellina. Ai rifornimenti provvedono tre fiumi (Po, Dora, Sesia), cinque torrenti e il Lago Maggiore attraverso il canale Regina Elena. Un sistema irriguo unico non solo in Italia ma in tutta Europa, che fa capo alla Coutenza Canali Cavour, sotto la guida dell’Associazione Irrigua Est Sesia di Novara.

Il ruolo dell’acqua e lo stretto collegamento esistente con l’agricoltura assumono rilievo ancora più significativo in questo periodo di emergenza. Il mondo agricolo riesce a garantire la “food security”, la sicurezza alimentare ai consumatori, mantenendo standard di produzione e qualità. E nel “triangolo d’oro” del riso dai prossimi giorni si riproduce il “miracolo” del cosiddetto “mare a quadretti”, ovvero le camere allagate con l’acqua per consetire la semina del riso. A questa coperta termica si alterna la cosiddetta semina a file interrate, ossia la semina in asciutta: una tecnica agronomica sempre più in auge, che tuttavia non elimina completamente il ricorso all’acqua. Infatti, se non ora, a giugno la risaia avrà bisogno di bagnature, perché senza l’eklemento principale, l’oro blu, il riso cereale soffre.

Le immagini che seguono sono focalizzate sulle acque del Canale Cavour e vogliono essere anche un augurio di Buona Pasqua e speranza.canale cavour1

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