Bayer-Monsanto nozze in vista, e non per un pugno di semi

di Gianfranco Quaglia

E’ un’operazione kolossal quella che si sta profilando nel mondo agricolo mondiale e può avere ricadute anche sul nostro Paese, modificando o condizionando la grande sfida di domani: la garanzia del cibo per tutti. Ricorrere all’aggettivo colossale non è fuori luogo: il gruppo farmaceutico Bayer (Germania) ha infatti avviato le trattative per l’acquisizione dell’agrochimica Monsanto (Stati Uniti). Da questa fusione nascerebbe un polo da 67 miliardi di dollari di fatturato,  il più grande fornitore mondiale di pesticidi e semi da colture. Entrambi i gruppi sono noti agli agricoltori che negli ultimi cinquant’anni vi hanno fatto ricorso.

Monsanto è leader incontrastata nella produzione di sementi, comprese quelle geneticamente modificate. Ed è anche produttrice del Roundup, a base di glifosato, l’erbicida più usato al mondo, sul quale megli ultimi mesi si sono concentrate attenzioni e polemiche, tutte rivolte ai possibili danni per la salute o viceversa agli effetti ritenuti insignificanti. Il dibattito è in atto e l’UE deve esprimersi sulla proroga della concessione.  Se e per quanti anni. L’arco di tempo consentito è dirimente: più lungo è, maggiore è il business. E di consuenza la valutazione economica della fusione. Ecco perché Bayer ha anticipato tutti i possibili competitor, prima che l’Ue prenda una decisione definitiva in merito. Altri sono gli aspetti che possono mettere in allarme il made in: Monsanto è il più grande venditore al mondo di semi Ogm. Il matrimonio con la Bayer significa che anche nell’Unione Europea assisteremo a un ingresso imponente di colture geneticamente modificate? Interrogativi sullo sfondo di un’operazione che è soltanto agli inizi e nella quale potrebbe inserirsi un altro concorrente tedesco, la Basf.

In ogni caso si sta giocando una partita piena di incognite, dai grandi risvolti sul mondo agricolo europeo. E italiano. Saranno i colossi a orientare il futuro dell’agricoltura oppure gli agricoltori avranno ancora voce in capitolo? L’interrogativo è aperto.

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