Vertice a Roma Centinaio-Carrà sulla clausola di salvaguardia

Vertice a Roma Centinaio-Carrà sulla clausola di salvaguardia

Vertice a Roma tra il ministro delle Politiche Agricole e del Turismo Gian Marco Centinaio e il presidente dell’Ente Risi Paolo Carrà, il direttore generale carràcentinaioRoberto Magnaghi, accompagnati dai legali incaricati dall’Ente di predisporre la documentazione necessaria per ottenere la concessione della clausola di salvaguardia sui Paesi meno avanzati. La discussione con il ministro si è concentrata sull’inchiesta avviata dalla Commissione europea e dalla quale si attendono sviluppi sulla clausola di salvaguardia. Un incontro positivo – come sottolinea Carrà – che mette in rilievo la determianzione, anche da partedel ministro, di portare avanti l’iter per ottenere la clausola dalla Commisione contro le improtazioni a fdazio zero da Cambogia e Myanmar. Un altro passo avanti.

Nei giorni scorsi Bruxelles era intervenuta ufficialmente prendendo posizione contro i due Paesi, Myanmar e Cambogia, accusati di non aver violato i diritti umani. Di conseguenza potrebbero essere a forte rischio le concessioni tariffarie riconosciute. Lo dice il Commissario europeo al Commercio, Cecilia Malmstrom, con una dichiarazione esplicita:In Myanmar, abbiamo assistito a una situazione profondamente preoccupante e in peggioramento per la minoranza Rohingya. Un recente rapporto di una missione di inchiesta delle Nazioni Unite richiede il perseguimento dei massimi leader militari per genocidio e crimini contro l’umanità. In Cambogia, nel frattempo, assistiamo a sviluppi molto preoccupanti con un chiaro deterioramento dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, senza convincenti miglioramenti in vista. La nostra recente missione dell’Ue nel Paese ha dimostrato gravi e sistematiche violazioni, ad esempio, della libertà di espressione, dei diritti dei lavoratori e della libertà di associazione. Ciò si aggiunge a questioni di lunga data per quanto riguarda i diritti dei lavoratori e l’accaparramento delle terre.

Sia la Cambogia che il Myanmar beneficiano del regime Everything But Arms (EBA), che garantisce l’accesso completamente privo di tariffe (dazi) al mercato europeo per tutte le esportazioni, tranne che per le armi e le munizioni. Tuttavia, questo accesso non è senza condizioni. I Paesi hanno la responsabilità di mantenere e rispettare i valori sanciti in 15 convenzioni fondamentali delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Come ho sottolineato molte volte in qualità di Commissario per il commercio – prosegue Malstrom – la nostra politica commerciale dell’Ue deve essere guidata dai nostri valori. Di conseguenza, quando ci troviamo di fronte a un palese disprezzo per questi valori, l’Ue deve agire.

Pertanto, la Commissione europea e il Servizio europeo per l’azione esterna notificheranno alle autorità del Myanmar la nostra intenzione di inviare nei prossimi giorni una missione di emergenza ad alto livello nel Paese per valutare la situazione sul terreno. Questa missione di alto livello è nel quadro di un possibile ritiro del Myanmar dal regime EBA. Con la Cambogia, siamo un passo avanti nel processo. Molti dei problemi qui risalgono a diversi anni fa e in alcuni casi il Paese è tornato indietro. Le elezioni di luglio di quest’anno – in seguito alla nostra missione dell’UE nel Paese – sono state contrassegnate da intimidazioni, oltre a severe restrizioni in materia di diritti politici essenziali. Io e l’Alto rappresentante Federica Mogherini abbiamo comunicato alla Cambogia che stiamo avviando il processo per il ritiro del regime EBA. Se non ci saranno miglioramenti chiari e evidenti sul terreno, si procederà alla sospensione delle preferenze commerciali di cui attualmente godono.”

carràcentinaio

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