Su proposta dell’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni – che ne aveva dato l’annuncio nei giorni scorsi – la Giunta regionale del Piemonte ha stanziato 3 milioni e 321mila euro per la realizzazione di interventi irrigui, il miglioramento di infrastrutture esistenti e la realizzazione di nuovi microinvasi aziendali a servizio dell’agricoltura piemontese. Sarà finanziato il progetto dell’Alto Tanaro – Cebano.
Bongioanni: «Abbiamo incardinato a tempo record questa importante dotazione di risorse fresche per potenziare un fronte strategico come il miglioramento delle infrastrutture idriche al servizio della nostra agricoltura, messo alla prova dalla siccità estiva e dalla necessità di gestire eventi meteo sempre più estremi. Il provvedimento permette lo scorrimento definitivo della graduatoria del bando 2024, con 321mila euro che vanno ad aggiungersi alla dotazione di 14 milioni garantendo la totale copertura finanziaria anche all’ultimo progetto idoneo rimasto in attesa. Ne beneficerà l’area dell’Alto Tanaro – Cebano, che conseguirà l’importante obiettivo del risparmio idrico realizzando interventi di manutenzione straordinaria di riduzione delle perdite dei canali irrigui. Con 3 milioni quintuplichiamo invece le risorse di 571mila euro già messe sul bando 2026, aperto fino al prossimo 30 ottobre e destinato alle aziende singole o associate. Grazie ad essi potremo finanziare interventi aziendali di miglioramento, rinnovo e ripristino degli impianti irrigui esistenti, compresi microinvasi e impianti di stoccaggio dell’acqua piovana e l’utilizzo di acque affinate come fonte alternativa di approvvigionamento irriguo».
L’intervento presentato del Consorzio di secondo grado Associazione dei consorzi di irrigazione Alta Valle Tanaro – Cebano si pone l’obiettivo di ridurre le perdite idriche lungo la rete di distribuzione del canale Ceva – Lesegno, migliorando l’efficienza e la sostenibilità di gestione. Il canale irriguo presenta infatti perdite significative dovute a fessurazioni nei giunti tra elementi prefabbricati in cemento e a cedimenti del piano di appoggio. Con la realizzazione del progetto, che prevede l’inserimento all’interno del canale di tubazioni in polietilene ad alta densità del diametro di 900 mm e 600 mm, per un totale di circa 1,5 km, si stima di risparmiare un volume annuo di oltre un milione di metri cubi, con benefici concreti in termini di risparmio idrico, efficienza gestionale (manutenzione e pulizia) e tutela ambientale. Con quello del Consorzio Alto Tanaro – Cebano i progetti finanziati dal bando 2024 salgono così a 242, di cui 232 in aziende private e 10 di consorzi irrigui.
Invece il nuovo bando 2026, che potrà contare così su una dotazione complessiva di 3.571.686,00 euro, vedrà pubblicate entro fine anno le graduatorie dei progetti idonei e finanziabili.
Intanto è stato incardinato in terza Commissione consiliare Agricoltura, presieduta da Claudio Sacchetto, il disegno di legge di riforma della governance irrigua in Piemontxe. «È uno strumento – spiega Bongioanni – già invocato da tempo e la cui accelerazione ci è stata caldeggiata dall’Anbi nazionale e dalle associazioni di categoria agricole ai diversi livelli per intervenire su una situazione ormai obsoleta e in cui il problema dell’acqua è diventato cardine. È la risposta del Piemonte alla crisi idrica. La strutturazione attuale dei consorzi irrigui in Piemonte è eccessivamente frammentaria, e la loro natura giuridica non ci consente di intercettare risorse ingenti che consentirebbero alla nostra regione di portarsi ai livelli di Veneto e Lombardia. Per questo il varo di questo Ddl è un grande traguardo. Per renderlo completo e concretamente operativo in tutti i passaggi scriveremo contestualmente il regolamento attuativo, e all’articolato sarà allegato anche il Piano regionale per gli invasi».
Uno studio della Regione Piemonte con la consulenza tecnica di Ipla e la valutazione di Cassa Depositi e Prestiti ha individuato un massimo di 13 ambiti irrigui regionali, omogenei dal punto di vista idrografico e territoriale. II modello giuridico dei nuovi soggetti gestionali apre la porta a un doppio binario: o il Consorzio di bonifica, ente pubblico economico che dà la possibilità di accedere a significative risorse altrimenti precluse; oppure il Consorzio di miglioramento fondiario, di natura privatistica, qualora il Consorzio non venga costituito entro due anni. La legge individua infine un terzo soggetto unico per la gestione delle infrastrutture irrigue di proprietà demaniale o regionale.
La discussione del testo in Commissione proseguirà ora con la raccolta di osservazioni e memorie scritte dal più ampio raggio di soggetti interessati e portatori d’interesse.


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