





In 4 mila da tutto il Piemonte per difendere il reddito degli agricoltori e la salute dei cittadini. “L’agricoltura deve dare e avere futuro”: questo il titolo del sit-in davanti al palazzo del Consiglio regionale del Piemonte, organizzato da Coldiretti Piemonte alla presenza di tutti i presidenti, i direttori ed i dirigenti delle federazioni provinciali.
Tanti i cartelli: “Carburante d’oro = futuro in cenere”, “Costi fuori controllo = no futuro per l’agricoltura”, “Dignità per il reddito degli agricoltori”, “Difendiamo il futuro dei nostri imprenditori”, “Tutela per la salute dei cittadini”, “No ai cibi ultraformulati nelle mense pubbliche”.
In particolare sono 10 gli interventi prioritari presentati al Consiglio regionale affinché si intervenga immediatamente per evitare il collasso dell’agricoltura piemontese:
- Filiere produttive: occorre un’azione per tutelare le imprese e le aggregazioni d’imprese contro lo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera.
- Cambiamenti climatici e gestione irrigua: non è ancora stata avviata la procedura, nei confronti del ministero, per ottenere il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
- Cibo e salute: promuovere una cultura della sana alimentazione deve diventare una delle priorità delle linee di indirizzo del Piemonte per difendere la salute dei cittadini contro i cibi ultraformulati, inserendo ulteriori specifiche indicazioni nei capitolati delle mense pubbliche.
- Ambiente e territorio: serve maggiore flessibilità rispetto alla fase di completa attuazione del Piano Stralcio Agricoltura, parte integrante del Piano Regionale per la Qualità dell’Aria, al fine di concedere più tempo alle imprese zootecniche, prevedendo un periodo di sospensione delle sanzioni.
- Gestione del rischio: servono risorse aggiuntive per le polizze agevolate.
- Consumo di suolo: la tutela delle aree agricole deve rappresentare uno degli obiettivi primari della Regione,.
- Fauna selvatica: non è possibile continuare così per cui è urgente rafforzare l’azione di contenimento. Si è aggiunta, da due anni ad oggi, la beffa rappresentata dal riconoscimento solo parziale del valore del danno periziato
- Lavoro stagionale: sostenere l’accoglienza innescando processi virtuosi, mettendo in sicurezza la manodopera agricola stagionale.
- Montagna e pascoli: è necessaria, visto il diverso andamento climatico, una revisione delle fasce altimetriche, ma anche dei periodi in cui è attualmente consentito il pascolamento
- Costi di produzione alle stelle e non più sopportabili per cui serve un urgente intervento diretto per contenere il caro gasolio ed estendere il sostegno relativo al caro fertilizzanti a tutti i comparti produttivi. L’incidenza di queste maggiori spese ha determinato una mancanza di liquidità per cui occorre anche intervenire sul contenimento degli oneri finanziari agendo sulla leva finanziaria.
A ricevere la delegazione di Coldiretti Piemonte, oltre al presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, tutti i capigruppo ed in collegamento l’assessore regionale all’agricoltura, Paolo Bongioanni. Nel corso del sit-in, importante il confronto con il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, che, insieme al presidente della terza commissione consiliare, Claudio Sacchetto, è intervenuto alla mobilitazione illustrando gli impegni assunti.
Cristina Brizzolari, presidente Coldiretti Piemonte: “Prendiamo atto dell’impegno della Regione a stanziare i primi 13 milioni di euro. Sono, inoltre, diversi gli ulteriori impegni assunti nei confronti dell’agricoltura piemontese da parte della Regione, come enunciato dal presidente del Consiglio regionale in chiusura del sit-in: dalla volontà di convocare il tavolo filiere ed il tavolo con la GDO per quanto riguarda la filiera ortofrutticola fino alla convocazione del Tavolo verde per affrontare le varie urgenze che abbiamo presentato, dal vietare nelle mense pubbliche l’utilizzo di cibi ultraprocessati, al rivedere le tempistiche di adeguamento per le aziende zootecniche rispetto alle misure previste dal Piano regionale per la Qualità dell’aria, oltre a prevedere azioni a supporto del comparto corilicolo e intervenire per alleggerire la pressione degli oneri finanziari. L’agricoltura piemontese non può più aspettare”.

You must be logged in to post a comment Login