Città del Vino premia Torino per il miglior piano territoriale

Città del Vino premia Torino per il miglior piano territoriale

“La migliore pratica urbanistica” era il tema del concorso promosso dall’Associazione Nazionale Città del Vino, di cui fanno parte oltre 500 comuni a vocazione vitivinicola. La premiazione si svolgerà a Firenze il 10 novembre, nell’ambito della manifestazione Urbanpromo e del convegno “Strumenti di pianificazione per destinazioni enoturistiche sostenibili”.

Il premio è rivolto ai Comuni e agli enti territoriali che hanno in corso un processo di pianificazione e progettazione territoriale e urbanistica attento allo sviluppo sostenibile del territorio e nel quale assume rilievo la pianificazione delle zone di pregio vitivinicolo che hanno attivato o che hanno in corso di attivazione buone pratiche di progetti locali.

Nella sezione relativa al “Miglior Piano” vincitore la Città Metropolitana di Torino con il progetto preliminare del piano territoriale generale metropolitano (PTGM). Menzione speciale al Comune di Pramaggiore, nell’area metropolitana di Venezia, che ha presentato il “Masterplan del Vino”. Per quanto riguarda la sezione “Buona Pratica”, vincitore è stato il Comune di San Pietro di Feletto, in provincia di Treviso, con il suo “Il territorio è il mio patrimonio: bambini e ragazzi come primi ambasciatori del paesaggio e della memoria comunitaria”. Menzione speciale al Comune di Saracena, in provincia di Cosenza, che ha presentato il progetto “Borgo delle Eccellenze enogastronomiche nel Labirinto del Gusto: rigenerazione del centro storico, Casa del Moscato e completamento dell’area delle cantine”.

Componenti della commissione erano i membri del Comitato Tecnico Scientifico Angelo Radica (presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino), la coordinatrice Valeria Lingua (segretario generale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica e docente all’Università di Firenze), Iole Piscolla (responsabile relazione esterne di Città del Vino), Stefano Stanghellini (presidente onorario INU), Matelda Reho (docente IUAV), Roberto Mascarucci (INU e docente all’Università di Chieti Pescara), Tonino Fassone (INU), Davide Marino (docente all’Università del Molise) e Catherine Dezio (docente all’Università di Padova).

Il PTGM della Città Metropolitana di Torino “affronta in modo sinergico e intersettoriale le principali sfide della pianificazione contemporanea nelle aree rurali di pregio”. Il “Masterplan del Vino” coordinato dal Comune capofila di Pramaggiore in rappresentanza di 22 amministrazioni “mette in evidenza un approccio strategico trasversale e la costruzione di un parco progetti inclusivo di un percorso partecipativo. Il filo conduttore è il vino”. Il progetto di San Pietro di Feletto “rappresenta un modello virtuoso di inserimento della struttura socio educativa e di cura all’interno del paesaggio rurale”. Per quanto riguarda il Comune di Saracena, valutato positivamente il lavoro svolto in favore di un processo di “rigenerazione con attenzione all’area di pregio vitivinicolo”.

Il presidente Radica rimarca “la soddisfazione gli obiettivi di coinvolgimento e sensibilizzazione raggiunti attraverso un’altra nostra importante iniziativa che promuove il legame tra vino e territori, mettendo in evidenza la relazione tra qualità della pianificazione e qualità della produzione”. Valeria Lingua ricorda “i 30 anni di età della prima emanazione, da parte di Città del Vino, delle Linee metodologiche per valorizzare i comprensori vitivinicoli di qualità, poi sottoposte ad aggiornamento a testimonianza della presenza di un quadro dinamico e dell’attenzione costante ai cambiamenti. Il concorso fa parte di questo percorso”. Iole Piscolla sottolinea “l’importante connessione tra il momento della premiazione e il contesto in cui si svolgerà, il 10 novembre a Urbanpromo, in un momento di confronto e approfondimento dedicato a enoturismo e sostenibilità, intesa a tutto tondo: gli aspetti da cui passa la vivibilità dei territori e la qualità dei prodotti sono molteplici e interconnessi”.

Stefano Vercelloni, coordinatore regionale del Piemonte e membro della Giunta Esecutiva dell’Associazione Nazionale Città del Vino, in merito al riconoscimento ottenuto dalla Città metropolitana di Torino, ricordando anche i precedenti piemontesi ha dichiarato: «Si tratta del Concorso di Città del Vino per il miglior PRGC (miglior pratica urbanistica). In collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica. Ricordo che alla prima edizione nel 2008 il Comune di Sizzano (NO), durante il mio primo mandato da sindaco, partecipò per aver definito la parte vinicola, i boschi di pregio e riqualificato tutto il territorio rurale. Vincemmo il Concorso e andai a Venezia dove si svolse allora “UrbaPromo” a ritirare il premio. Nel 2019 vinse Ghemme e andammo a Torino allo spazio “Lavazza” per la premiazione. Mi complimento con la Città metropolitana di Torino (che include diversi Comuni Città del Vino) per aver vinto quest’anno questo importante concorso».

Nella foto: Angelo Radica, presidente nazionale di Città del Vino, con Stefano Vercelloni, coordinatore regionale per il Piemonte

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