Task-force rafforzata contro il brusone del riso

Task-force rafforzata contro il brusone del riso

E’ una task force ancora più rafforzata quella che captasporesta per entrare in azione contro il nemico numero uno del riso: la Pyricularia Oryzae (più nota come “Brusone”), il patogeno che rappresenta un flagello per la coltivazione e ne mina la crescita, attaccando le foglie e le pannocchie sino a bruciarle. In campo ricercatori di Ente Nazionale Risi, Università di Torino, Fondazione Agraria Novarese, Arpa. L’azione congiunta è stata oggetto di un convegno al Centro Ricerche di Ente Nazionale Risi, dove sono state illustrate le modalità, che intensificano le azioni già messe a punto nelle precedenti annate agrarie. Il tutto sarà ancora focalizzato su un modello previsionale di rischio, attraverso centraline di rilevamento posizionate nella risaia lombarda e piemontese. Le stazioni di monitoraggio sono dotate di captaspore, che rilevano la possibile presenza del patogeno e le condizioni meteo in grado di favorirne lo sviluppo e l’arrivo. Un modello matematico che negli anni scorsi si è rivelato efficace e soprattutto tempestivo, grazie a una comunicazione diretta via Internet con i bollettini Ente Risi, ma anche con un alert sui cellulari degli agricoltori. Il sistema, incrociando tutti i dati in tempo reale, può avvisare il risicoltore dell’entità del rischio di diffusione del brusone e metterlo in condizioni di prevenire o mitigare gli attacchi con gli antagonisti chimici consentiti, ma in momenti mirati.

Il bollettino territoriale, emesso due volte la settimana a cura di Ente Nazionale Risi, viene diffuso anche sul sito della Regione Piemonte. Queste le stazioni di monitoraggio: in Piemonte a Lignana, Rovasenda, Trino, Casalbeltrame, Granozzo, Massazza, Casale Monferrato; in Lombardia a Zinasco, Mede, Castello d’Agogna, Landriano, Bereguardo; in Lombardia a Zinasco, Mede, Castello d’Agogna, Landriano, Bereguardo, Bigarello; in Emilia a Codigoro; in Sardegna a Massama. Nel convegno di presentazione sono intervenuti Marco Romani (Ente Nazionale Risi); Davide Spadaro, Università di Torino, su “Biologia e genetica della popolazione italiana di Pyricularia Oryzae agente del brusone del riso; Guglielmo Gianni Lione (Università di Torino) su sviluppo di un modello previsione di rischio; Daniele Tenni (Ente Nazionale Risi), sui bollettini del brusone; Federico Spanna (settore fitosanitario e servizi tecnico-scientifici della Regione Piemonte) su Progetto Seria e sistema regionale di servizi operativi e divulgativi per l’agricoltura; Andrea Ricciardelli (Ente Nazionale Risi) su resistenza delle popolazioni di Pyricularia oryzae alle strobilurine e strategia di contenimento.

Natalia Bobba, presidente Ente Nazionale Risi, nel sottolineare l’esempio di collaborazione con la ricerca, ha rilevato anche come la velocità del cambiamento climatico imponga un’attenzione estrema.

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