Scontro a distanza tra Coldiretti e Confagricoltura, i due principali sindacati agricoli italiani. Il primo accusa l’altro di non favorire gli agricoltori, anzi di danneggiarli. Al centro c’è un organismo europeo, il Copa (Comitato dele organizzazioni professionali agricole dell’Unione europea) con sede a Bruxelles (cui si riferiscono 22 milioni di agricoltori) e di cui è presidente Massimiliano Giansanti, recentemente riconfermato, e che è anche alla guida di Confagricoltura italiana. Coldiretti ha scritto ai vertici dell’organizzazione con una dura presa di posizione: “Chi rappresenta oggi il Copa del Presidente Massimiliano Giansanti? Gli agricoltori e gli allevatori che ogni giorno garantiscono la produzione di cibo in Europa oppure i grandi gruppi industriali e biotecnologici che puntano a sostituirli con cibi realizzati in laboratorio e prodotti ultraformulati? Il Copa non può trasformarsi periodicamente nella foglia di fico dietro cui nascondere gli interessi delle multinazionali. L’autorevolezza degli agricoltori europei non può essere utilizzata per sostenere modelli industriali che puntano a sostituire la produzione agricola e zootecnica tradizionale con prodotti realizzati in laboratorio”. Questo il tenore della lettera che contesta il sostegno all’iniziativa Food4All, un progetto di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare. “Dietro al quale – sostiene Coldiretti – si nasconde la volontà di subordinare le priorità dell’agricoltura europea agli interessi dell’industria alimentare, cercando di orientare ricerca e finanziamenti pubblici verso le logiche della trasformazione industriale del cibo”.
Secondo la presa di posizione “a rendere ancora più evidente la contraddizione è la posizione assunta dai vertici del Copa sulla condizionalità sociale nella futura Politica agricola comune. Da una parte, infatti, si sostiene l’eliminazione del vincolo che lega i finanziamenti europei al rispetto dei diritti dei lavoratori agricoli; dall’altra, si appoggiano partenariati nei quali figurano soggetti impegnati nello sviluppo di alternative industriali alla carne, al latte e alle produzioni agricole tradizionali”.
“Non è accettabile che un’organizzazione finanziata dagli agricoltori europei si batta per indebolire le tutele del lavoro nei campi e contemporaneamente metta strutture e risorse a disposizione di interessi industriali che rischiano di sottrarre reddito e futuro alle stesse imprese che dovrebbe rappresentare” evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.
Replica Confagri: “In relazione agli attacchi contro Confagricoltura e il presidente Massimiliano Giansanti intendiamo precisare che la nostra Confederazione rappresenta le imprese agricole italiane dal 1920, promuovendo sinergie volte alla crescita del settore, con l’innovazione, la scienza e la ricerca come asset imprescindibili per rafforzare la produttività a tutela della sicurezza alimentare di tutti. In questo senso, abbiamo sempre guardato con favore, senza preclusioni di tipo ideologico, a progetti dove l’innovazione incontra l’agricoltura, sempre salvaguardando la naturalità delle produzioni. Le nostre imprese sono guidate da generazioni di agricoltori che ogni giorno con fatica e sudore sono impegnati a garantire la sicurezza e la sovranità alimentare. La terra è il nostro habitat e il nostro mondo. Siamo imprenditori nelle aree interne, con attenzione alle vocazioni di ciascun territorio, e da sempre ci battiamo con un unico grande obiettivo: essere messi nelle condizioni di produrre di più e al meglio. Per la sicurezza alimentare di tutti, per la crescita delle nostre imprese, per lo sviluppo del sistema produttivo italiano. Insieme ad altri, Confagricoltura è promotrice di Food4All: una proposta di partnership pubblico-privata in Europa, per sostenere ricerca, innovazione, formazione e trasferimento tecnologico nell’intera filiera agroalimentare. Tra i sostenitori di Food4All figurano il Copa-Cogeca e il CEJA (Consiglio Europeo dei Giovani Agricoltori). Coldiretti fa parte di entrambe le Organizzazioni.
Infine, sulla condizionalità sociale, ribadiamo che criticare il mezzo (le leggi, le direttive e i regolamenti) non equivale a criticare il fine (lotta al caporalato e allo sfruttamento), ma anzi significa battersi per perfezionare gli strumenti e renderli più efficaci. E chiariamo quanto già ampiamente dichiarato dal Presidente Giansanti in veste di guida del COPA. In Europa, in materia di lavoro, si contano 27 diversi piani normativi, disomogenei sia nella valutazione delle violazioni sia nella definizione delle relative penalità. Questo può determinare per alcuni Stati membri dei vantaggi e per altri degli svantaggi, quindi un rischio di distorsioni della concorrenza. Diciamo fermamente no al caporalato e allo sfruttamento”


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