Coldiretti a Bruxelles: “Stop al riso straniero agevolato”

Coldiretti a Bruxelles: “Stop al riso straniero agevolato”

Coldiretti e Filiera Italia, insieme con Effat, la Federazione europea dei sindacati dell’alimentazione, dell’agricoltura e del turismo, Farm Europe, Eat Europe e l’organizzazione agricola spagnola Asaja, hanno sottoscritto una lettera aperta per chiedere lo stop alle agevolazioni commerciali per i prodotti importati dal Sudest asiatico. In particolare da Myanmar e Cambogia, dove vengono violati i diritti fondamentali dei lavoratori, a partire dal riso. In quelle risaie, infatti, sono usate anche sostanze vietate nella Ue che mettono a rischio la salute dei cittadini e i redditi degli agricoltori. Il passo congiunto cade in occasione del 25esimo anniversario dell’iniziativa europea Everything But Arms (EBA, tutto tranne le armi), che garantisce l’accesso preferenziale al mercato comunitario ai Paesi meno sviluppati.

“Un’alleanza tra agricoltori e lavoratori europei per affermare il principio fondamentale che il commercio internazionale deve favorire lo sviluppo e combattere la povertà, non trasformarsi in uno strumento che premia lo sfruttamento del lavoro, anche minorile, e alimenta una concorrenza sleale ai danni delle imprese agricole europee, sottoposte a standard sociali, sanitari e ambientali sempre più rigorosi”, commenta Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo.

Gli arrivi di riso cambogiano in Italia sono aumentati in quantità del 16% nei primi sette mesi del 2026, mentre quelli dal Myanmar sono cresciuti del 15% nello stesso periodo, rispetto a gennaio-luglio 2025, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

Le organizzazioni firmatarie chiedono alla Commissione europea di utilizzare pienamente gli strumenti previsti (Regolamento UE 2026/1395 applicabile dal 1 gennaio 2027) che consentono di sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie in presenza di gravi e sistematiche violazioni delle convenzioni internazionali e di ricorso al lavoro minorile o forzato.

“Non è accettabile che agli agricoltori italiani ed europei – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – vengano imposti obblighi sempre più stringenti mentre si garantiscono vantaggi commerciali a prodotti provenienti da Paesi nei quali non sono rispettati i diritti fondamentali dei lavoratori”.

Coldiretti Piemonte in delegazione il giorno precedente era scesa in piazza a Bruxelles, al fianco dell’EFFAT, al fine di difendere la condizionalità sociale nella futura Politica agricola comune 2028-2034 con Romano Magrini, responsabile nazionale Lavoro di Coldiretti, e Arianna Giuliodori, direttore Coldiretti Bruxelles. “Una conquista di civiltà che si vorrebbe cancellare aprendo la strada all’erogazione di fondi europei anche a chi viola i diritti dei lavoratori e alimenta la concorrenza sleale ai danni delle imprese agricole oneste” sottolinea una nota Coldiretti.

coldiretti bandiere

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