Avvisi ai naviganti: Pac, la certificazione antimafia si mette di traverso

Avvisi ai naviganti: Pac, la certificazione antimafia si mette di traverso

di Paolo Guttardi

Anticipo Pac, ma la certificazione antimafia rischia di bloccare i pagamenti

 E’ in via di definizione la circolare di AGEA Coordinamento indirizzata agli organismi pagatori per definire i criteri per il pagamento degli anticipi della Pac autorizzati dalla Commissione europea con nota del 6293 in data 1/10/2018: fino al 70 % degli aiuti diretti ( regime di base, regime dei piccoli agricoltori, greening e aiuti giovani ), purchè siano terminati gli specifici controlli amministrativi. All’acconto si applicano già le regole del Capping; ma c’è un ostacolo tutto italiano: la necessità della certificazione antimafia per gli importi superiori a 25 mila euro. Al riguardo, al fine di scongiurare ritardi nei pagamenti, essenziali in questo periodo nel quale le imprese agricole devono far fronte alle spese della campagna agraria 2017/2018, sono in corso approfondimenti tra AGEA ed il Ministero dell’Interno.

Contratti di filiera per salvaguardare il mais italiano

Confagricoltura e Assalzoo, l’ associazione che rappresenta le imprese mangimistiche, sono in prima fila per salvaguardare il mais italiano. Dopo i fasti degli anni ’80 e ’90, la coltivazione del mais in Italia si è ridotta del 40 %, incrementando il deficit strutturale del nostro bilancio di autoapprovvigionamento. Per questo è in fase di predisposizione un contratto di secondo livello per il mais da granella con un disciplinare da osservare di buone pratiche agronomiche per l’essiccazione e la conservazione. Un aiuto dovrebbe arrivare dalla attivazione di un fondo specifico per il mais, per la corresponsione di un aiuto di 150 euro/ha, erogato nell’ambito del regime “de minimis”, per mais coltivato e prodotto su contratti tra i soggetti della filiera maidicola. La proposta è contenuta nel pacchetto di “emendamenti agricoli” presentati da Confagricoltura nel DDL Bilancio 2019.

Il pasticcio del Bando 10.1.3/3

Confagricoltura Piemonte ha segnalato alla Regione Piemonte le criticità emerse in sede applicativa dell’azione 3 (apporto di matrici organiche non palabili – per esempio il compost – in sostituzione della concimazione minerale) dell’Operazione 10.1.3 del PSR 2014-2020. Il Bando è stato pubblicato in “zona Cesarini”, quando le aziende potenzialmente interessate avevano già effettuato la distribuzione primaverile del compost. Inoltre la graduatoria delle domande ammesse al finanziamento è stata pubblicata solo lo scorso 24 settembre, mettendo in crisi le aziende per la difficoltà di trovare il prodotto in commercio (anche se a costi elevati). Infine, “dulcis in fundo”, la distribuzione del compost è materialmente e temporalmente impossibile per le aziende che aderiscono anche all’impegno facoltativo erbai intercalari da sovescio il quale, come noto, deve essere seminato entro il 15 ottobre per avere una sua buona riuscita.

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