Deflusso ecologico, la Consulta boccia Regione Piemonte

Deflusso ecologico, la Consulta boccia Regione Piemonte

La Corte Costituzionale ha bocciato la legge della Regione Piemonte (sentenza n. 57/2026, relativa alla legge regionale 9/2025) che cercava di allentare i vincoli sul deflusso ecologico dei fiumi. La norma, che mirava a favorire l’irrigazione agricola derogando ai limiti di prelievo, è stata ritenuta illegittima per violazione delle competenze statali in materia ambientale

La Consulta ha confermato che la disciplina del deflusso minimo vitale (ora deflusso ecologico) spetta allo Stato, in linea con le direttive europee, e non può essere aggirata da norme regionali.

La Regione aveva tentato di introdurre un calcolo “dinamico” del deflusso, con deroghe fino al 70% per l’irrigazione (in particolare per il clima) considerato un pericoloso taglio alle risorse idriche necessarie per l’ecosistema

Oltre alla gestione dell’acqua, la sentenza ha bocciato anche le disposizioni regionali che riducevano i vincoli sulle aree protette. Soddisfatte le associazioni ambientaliste, deluso il mondo agricolo. L’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, che aveva sostenuto la scelta: «Sapevamo che non era competenza esclusiva della Regione ma volevamo e vogliamo portare l’attenzione su un problema che rischia di minare la produzione agricola d’eccellenza piemontese, in particolare quella di riso. Continueremo a lavorare per tutelare il sistema irriguo e presenteremo l’emendamento che ci ha proposto Anbi (Associazione nazionale consorzi di bonifica e irrigazione) e che si basa sulle specificità del territorio per fare sperimentazioni ad hoc».Deflusso ecologico

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