Nuova vita per la nocciola con la “Tonda Gentile Produttiva”

Nuova vita per la nocciola con la “Tonda Gentile Produttiva”

Nocciola agrionLa nocciola piemontese ha urgenza di essere salvata e rilanciata, in un momento di grave difficoltà dovuta anche al cambiamento climatico. In un convegno che si è tenuto nella Sala Trasparenza della Regione Piemonte sono state tracciate le linee per una rinascita. La corilicoltura piemontese guarda al futuro con i primi risultati di ‘Tonda Gentile Produttiva’, l’iniziativa triennale promossa dalla Regione, che consolida il percorso di ‘Nocciola di Qualità, concluso nel 2024. Il piano sperimentale è stato coordinato da Fondazione Agrion e sviluppato con il supporto scientifico del DISAFA – Università di Torino.

L’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi, Paolo Bongioanni «La Nocciola Tonda Gentile Trilobata, rappresenta un simbolo del nostro agroalimentare e un grande pilastro economico. Per questo motivo abbiamo precedentemente stanziato un investimento di 750 mila euro complessivi, ripartiti su tre anni, per finanziare la ricerca applicata e sostenere il progetto “Tonda Gentile Produttiva”, il cui coordinamento è stato affidato alla Fondazione Agrion”.

Lorenzo Brigante, responsabile del Centro sperimentale corilicolo di Fondazione Agrion e coordinatore dell’iniziativa: «Con il progetto Tonda Gentile Produttiva, puntiamo a gestire al meglio le emergenze attuali e allo stesso tempo, a ripensare all’intera architettura del noccioleto per una sua maggiore ottimizzazione sin dall’impianto.»

A seguire gli interventi del DISAFA, Università di Torino, su miglioramento genetico e difesa fitosanitaria con focus su Mal dello Stacco, Eriofide e Xilofagi e stress climatici. Tra i relatori: Roberto Botta, Vera Pavese, Vladimiro Guarnaccia, Luciana Tavella, Francesco Tortorici e Francesca Secchi. A proseguire, è infine Luisa Ricci, Dirigente del Settore Fitosanitario e servizi Tecnico -Scientifici di Regione Piemonte.

«Rendere la Tonda Gentile più resiliente e performante richiede un mix di ricerca scientifica e capacità divulgativa. In questo primo anno, abbiamo messo le nostre conoscenze scientifiche al servizio dell’intero comparto corilicolo – sottolinea il presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari – Siamo intervenuti su più fronti: dal rafforzamento del profilo genetico allo studio di nuove tecniche di potatura e irrigazione, fino alla definizione di piani di difesa contro i patogeni e i cambiamenti climatici. Tuttavia, il vero cambiamento arriva con la divulgazione: tradurre i risultati dei test in linee guida operative e momenti dimostrativi è ciò che fa realmente la differenza. Oggi la nostra missione è anche far sì che ogni progresso scientifico si trasformi in operatività».

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