Avvisi ai naviganti: in attesa del Piano risicolo nazionale

Avvisi ai naviganti: in attesa del Piano risicolo nazionale

di Paolo Guttardi

Il Piano risicolo nazionale aspetta

In attesa del “Piano Marshall” per lo sviluppo della filiera risicola italiana, come preannunciato pubblicamente ai risicoltori, altri settori ci stanno arrivando. E’ il caso del Piano Proteico Nazionale (PPN), predisposto dal Ministero Politiche Agricole e del Turismo (per ora in bozza). Sostanzialmente si articola su tre tematiche: a) programma di ricerca affidato al CREA per attività di studio su alcune delle principali leguminose da granella (cece e fagiolo, ma anche soia e pisello); b) programma di promozione, per valorizzare i benefici delle proteine vegetali per l’alimentazione, la salute, il clima e l’ambiente; c) azioni coordinate delle filiere interessate, sia Food che Feed, con i relativi interventi specifici che troveranno il finanziamento nella futura Pac 2020/2027 per il I° e II° Pilastro. Dalla soia al riso, e, nel caso del futuro PRN, ci si aspetta un robusto aiuto accoppiato, magari con criteri di erogazione che privilegino gli attori degli accordi di filiera.

Programma di promozione con il finanziamento UE

C’è un “tesoretto” di 2,5 milioni di euro destinato specificatamente alla promozione del riso sostenibile nel Bando 2019 del Regolamento 1144/2014, che finanzia le azioni di informazione e promozione dei prodotti agricoli. La Commissione europea e il CHAFEA (l’Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute, l’agricoltura e la sicurezza alimentare) hanno organizzato una giornata informativa e di approfondimento per i potenziali beneficiari. Saranno illustrati nel dettaglio i programma annuale 2019, le iniziative della Commissione europea e le condizioni dei Bandi 2019, in particolare i criteri di ammissibilità. L’appuntamento, informa Confagricoltura, è per il prossimo 7 febbraio presso il Charlemagne Building – Rue de la Loi 170 – a Bruxelles.

Le risaie vercellesi scrigno di biodiversità

Nome in codice: ZPS IT1 120021, è la Zona di Protezione Speciale denominata “Risaie Vercellesi”. Una porzione di pianura risicola frammentata in sei sotto zone, per l’estensione complessiva di 2.241 ettari, che va da Vercelli a Livorno Ferraris. La sua importanza a livello nazionale ed europeo per l’elevata presenza di avifauna, l’ha resa oggetto di uno studio nell’ambito del Progetto Life Net ProNet, oltre che ad essere inserita tra i siti della Rete Natura 2000. Luoghi di natura tra i più preziosi del nostro Paese, un sistema di aree destinate alla conservazione della biodiversità in tutto il territorio dell’Unione europea. Nel periodo primaverile-estivo l’area risicola rappresenta la più estesa area umida, seppure artificiale, del nostro Paese. un habitat che ha favorito la presenza di molte specie di uccelli, fra i quali gli aironi, oltre ad essere un importante luogo di sosta per molte specie migratrici che attraversano la nostra regione. In questo ambito l’azione dei risicoltori, che con il loro lavoro, preservano questo habitat, è importante, così come deve essere compreso dalla politica proprio la necessità di salvaguardare le risaie, con una accorta politica di tutela della risicoltura. Per mantenere la biodiversità, per esempio con la sommersione invernale delle risaie, con la realizzazione di solchi ai margini delle camere nei quali mantenere la risorsa idrica e con il mantenimento della vegetazione sugli argini, si è fatto ricorso alle risorse del PSR 2014-2020. Ma le azioni non sono sufficienti, a causa delle ridotte disponibilità finanziarie, che non hanno consentito di coprire tutte le domande dei risicoltori, e di alcune disposizioni applicative, forse non adeguatamente concordate e condivise con il mondo agricolo, che hanno creato problemi nei risicoltori che hanno avuto accesso a questi programmi.

 

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