Martelli: ancora una volta saremo i primi nel mondo

Martelli: ancora una volta saremo i primi nel mondo

La vendemmia si è iniziata nel centro-nord d’Italia con un ritardo di una settimana rispetto allo scorso anno. E’ già stata portata in cantina circa il 20% della produzione viticola italiana e stanno uscendo le prime stime.

Giuseppe Martelli, per quarat’anni direttore generale Assoenologi ed ora presidente del Comitato nazionale vini del Ministero delle politiche agricole, analizza i dati e le prospettive.

<Sarà una vendemmia abbondante. l’Italia produrrà intorno ai 49 milioni di ettolitri. Un quantitativo molto vicino ai massimi dell’ultimo decennio, superato di poco solo nel 2006 (49,6 milioni di ettolitri) e nel 2015 (49,4).  E l’Italia anche quest’anno sarà il primo paese vitivinicolo produttore a livello mondiale, anche se non ho mai ritenuto importante questo traguardo. Quello che conta non è produrre tanto, ma bene e soprattutto saper fare squadra per incrementare l’immagine di alta qualità e quindi vendere bene.

Dominerà l’ottimo

<Tutti i sondaggi lasciano ben sperare per un millesimo di viva considerazione, dove dovrebbe dominare l’ottimo, con la possibilità di alcune punte di eccellente, in particolar modo per i vini rossi ottenuti da uve che si presume entreranno in piena vendemmia dopo metà ottobre, compresi quindi i classici vini piemontesi da invecchiamento Barolo, Barbaresco, Ghemme, Gattinara, valutazioni che però potranno essere confermate, o meno, solo a raccolta ultimata. Il pieno della vendemmia in tutt’Italia siverificherà nella terza decade di settembre, pe concludersi tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre con i conferimenti degli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige, di Aglianico del Taurasi in Campania e dei vitigni autoctoni sulle pendici dell’Etna. Piuttosto ampia la forbice produttiva: Emilia Romagna, Abruzzo e <POuglia fanno registrare un incremento superiore al 10 pe cento, mentre Sicilia e Campania un decremento del 20%>.

Uno sguardo al Piemonte

<Qualità e quantità dovrebbero rispecchiare quelle dello scorso anno. Si stima infatti una produzione complessivamente intorno ai 2.500.000 ettolitri di assai interessante livello. L’andamento climatico dell’annata è stato piuttosto bizzarro, umido e con temperature primaverili in alcune zone al di sotto della media. Da fine giugno, soprattutto nell’astigiano e nell’alessandrino, le precipitazioni sono state scarse e quasi sempre sottoforma di temporali, spesso devastanti per la grandine. Il mese di agosto è risultato invece molto caldo con accentuate escursioni termiche tra il giorno e la notte. La raccolta delle uve Chardonnay e Pinot nero base spumante Alta Langa, è iniziata intorno al 22 agosto per chiudersi alla fine dello stesso mese. In questi giorni si stanno ultimano i conferimenti del Brachetto e del Moscato, che lasceranno il posto a quelle di Dolcetto, Freisa e Cortese. A fine settembre si staccheranno i grappoli delle Barbere e a seguire, come dicevo prima, quelli di Nebbiolo base per i grandi vini rossi a Docg. Scendendo ancora più nello specifico, all’Alto Piemonte, quindi a Novara, mia terra d’origine, sotto il profilo qualitativo è presto per trarre le conclusioni. Comunque le condizioni per sperare in un millesimo assai degno di considerazione ci sono tutte. Sarebbe un meritato regalo al Ghemme la cui Docg proprio quest’anno compie vent’anni. Si prevede una produzione intorno ai 24.000 ettolitri di vino, quindi anche quantitativamente assai interessante. In tutto il territorio la vendemmia è iniziata solo in questi giorni con i conferimenti delle uve a bacca bianca (Erbaluce); poco prima del 20 settembre sarà la volta della Vespolina e a seguire le varietà a bacca rossa. Per i Nebbioli, base della Docg Ghemme e delle Doc Fara, Boca e Sizzano, si dovrà attendere la prima, e forse la seconda, settimana di ottobre>.

Nella foto: Giuseppe Martelli con il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina

 

 

 

 

 

 

 

 

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