Lucifero spinge l’uva, a Ferragosto si vendemmia il Moscato: accordo sulla resa

Lucifero spinge l’uva, a Ferragosto si vendemmia il Moscato: accordo sulla resa

Lucifero, ilo nome con il quale è stata battezzata la nuova ondata di caldo in tutta Italia, sta accelerando i tempi della maturazione delle uve, le cui previsioni erano già orientate a anticipi notevoli. Ovunque si ipotizza una produzione inferiore rispetto allo scorso anno, ma una qualità ottima se non eccellente. Così anche in Piemonte, dove i primi grappoli di uva Moscato destinati alla produzione di Asti docg e Moscato d’Asti docg si vendemmieranno, nelle posizioni più favorevoli, tra una ventina di giorni.

Insomma subito dopo Ferragosto. In attesa della raccolta, si è tenuto a Isola d’Asti, al Consorzio di tutela dell’Asti, una riunione con i rappresentanti del mondo agricolo e industriale per una valutazione sulle rese produttive di un comparto che interessa circa 4.000 aziende agricole, 9.500 ettari di vigneto che danno un raccolto di uva di oltre 800.000 quintali, per un valore che all’origine supera i 90 milioni di euro e un fatturato complessivo per tutto il settore di 400 milioni. “

E’ stato definito in 80 quintali di uva per ettaro la resa vendemmiale del Moscato d’Asti docg (sia per la produzione di Moscato d’Asti docg, sia per la produzione di Asti Spumante docg), con la possibilità di attivare il blocage–deblocage per un quantitativo di 10 quintali di uva per ettaro qualora le scorte di prodotto si esauriscano e se le esigenze di mercato lo richiederanno.

I “moscatisti”, ossia coloro che producono uva vinificandola e destinandola a Moscato d’Asti docg per la vendita diretta, potranno ottenere un ulteriore sblocco di 10 quintali di uva per ettaro senza alcun onere, mentre le aziende di trasformazione e industriali che decideranno di vinificare le uve destinandole a Moscato d’Asti docg sosterranno i costi di un contributo promozionale di 100 euro per ogni quintale di uva.

Il prezzo indicativo delle uve consigliato dal Consorzio dell’Asti alle aziende aderenti all’organismo di tutela, è di 107,50 euro al quintale.

L’intesa complessiva, che verrà formalizzata nei prossimi giorni, prevede anche l’impegno dell’industria al ritiro obbligatorio del mosto dalle cantine cooperative e l’eventuale gestione di uno stoccaggio che dovrà essere smaltito entro la vendemmia 2018. “E’ un’intesa che rappresenta un buon punto di mediazione – dice Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – e che pone le basi per una gestione razionale del comparto. Si preannuncia una vendemmia di qualità ma non abbondante sotto il profilo quantitativo – aggiunge Allasia – e questo favorirà il riequilibrio del rapporto domanda-offerta, a vantaggio di tutta la filiera”.

 

 

moscato

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