Carrà: stop a import tollerance. Ferrero: riso Made in Piemonte nei supermercati

Carrà: stop a import tollerance. Ferrero: riso Made in Piemonte nei supermercati

Paolo Carrà, presidente dell’Ente Nazionale Risi, e Giorgio Ferrero, assessore all’agricoltura della Regione Piemonte (qui fotografati con un piatto di paniscia alla Cascina Motta di San Pietro Mosezzo (NO) sono entrambi d’accordo: lasciare fuori le polemiche in un momento difficile come questo per il riso e puntare sull’unità del settore per controbattere alle impportazioni. Ne hanno parlato davanti a centinaia di agricoltori al terminedella visita ai campi sperimentali di riso, iniziativa arrivata lla trentesima edizione, con il convegno finale ospitato nel cortile dell’azienda agricola di Paola Battioli, presidente Confagricoltura Novara e Verbano Cusio Ossola.

Ecco alcuni passi salienti dei loro interventi.

PAOLO CARRA’. All’Unione Europea chiediamo il riconoscimento della reciprocità sotto il profilo ambientale: stop all’import tollerance, deroga che consente agli stati del Sudest asiatico di esportare riso coltivato e trattato con principi attivi il cui uso è vietato in Europa, ritenuti da noi elemto concorrenziale.

Etichettatura obbligatoria per l’origine. Esiste ancora una dicotomia tra la parte agricola e quelle industriale, la quale avrebbe preferito una etichettatura volontaria. In realtà il riconoscimento andrebbe esteso, oggi il 60% della produzione Made in Italy è esportata e per tutelarla si dovrebbe puntare a una etichettatura europea.

Art. 62. E’ la norma di legge che obbliga il pagamento delle fatture entro 60 giorni, in realtà quasi mai viene rispettata. Devo dire che su questo tema non ho visto una grande attività o azioni.

CUN (Commissione unica nazionale). Mi chiedo se l’attuale sistrema di mercato per la definizione dei prezzi sia ancora valido. E mi chiedo anche se non sia il caso di rendere obbligatoria la conoscenza e la trasparenza dei piccoli contratti stipulati sulle piazze, in modo tale da avere un confronto globale.

Clausola di salvaguardia. Non sarà l’unico sistema per difendere la nostra risicoltura. Occorre evitare discussioni e polemiche inutili. La filiera risicola ha sempre saputo distinguersi per unità, lasciamo fuori le polemiche.

GIORGIO FERRERO. Ogni volta che un prodotto agricolo è trattato alla stregua del petrolio grezzo asubire le conseguenze sono gli agricoltori. Noi possiamo soltanto puntare sulla peculiarit, distinguerci, perché sul mercato globale abbiamo già perso.

Riso Made in Piemonte. Per questo ci stiamo battendo affinché il nostro riso abbia una identità e su questo tema ce la possiamo giocare tutta. Stiamo lavorando con la Grande distribuzione , abbiamo già stipulato i primi accordi, le risposte sono positive:cercheremo di proporre un sistema con un marchio che identifichi il riso piemontese, vogliamo dare spazio anche ai piccoli produttori. Entro fine settembre ci sarà l’ufficialità.

L’acqua. E’ necessario sdoganare il concetto diffuso secondo cui la risaia è la principale responsabile del consumo e dello spreco d’acqua. In autunno vi propongo un momento di riflessione su questo tema, abbiamo bisogno di comunicare meglio. Non si può dimenticare che in Piemonte 200 mila ettari di tereno cementificato non raccolgono acqua piovana.

Brexit. Dopo l’uscita della Gran Bretagna la situazione di bilancio europea è più delicata dal punto di vista della disponibilità, dovremo fare un po’ più di lobby.

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