Avvisi ai naviganti: patto italo-irlandese per la Pac

Avvisi ai naviganti: patto italo-irlandese per la Pac

di Paolo Guttardi

Riforma Pac, alleanza italo-irlandese

Brexit e riforma della Pac sono sempre argomenti di attualità, anche se per la seconda questione, i tempi si sembrano destinati a dilatarsi, in conseguenza del rinnovo del Parlamento europeo con le elezioni di maggio e l’insediamento, previsto a novembre 2019, della nuova Commissione europea. Tuttavia è questo il momento di muoversi, di tessere alleanze e accordi su temi condivisi, di prendere parte al percorso europeo e di partecipare. La politica dei pugni sul tavolo, se fa scena, non porta da nessuna parte. Confagricoltura si sta muovendo ai massimi livelli. In ultimo l’incontro con la delegazione dell’IFA (Irish Farmers Association). Le due Organizzazioni hanno convenuto sulla invarianza dei fondi destinati alla PAC nell’ambito del quadro finanziario dell’Unione per il periodo 2021-2027 e sono contrarie alla convergenza e alla redistribuzione degli aiuti diretti.   “La PAC deve continuare ad essere una politica economica per la competitività delle imprese, senza la quale non sarebbe possibile continuare a garantire ai cittadini europei un’alimentazione sana, di qualità e a prezzi accessibili”. Per quanto riguarda, infine, la maggiore ambizione ambientale della nuova PAC, anche per contrastare il cambiamento climatico, le due organizzazioni ritengono che i nuovi impegni richiesti agli agricoltori dovranno essere remunerati, nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale, quale servizio pubblico a favore della collettività.

 Ultimi bandi del PSR, il piatto si fa ricco

Per il PSR 2014-2020 siamo ormai al rush finale. Così si aprono, con la primavera, i nuovi bandi per le misure più attese dalle aziende agricole piemontesi. Ovvero quello relativo alla misura 4.1.1 (investimenti nelle aziende agricole) e alla misura 6.1.1 (premio insediamento giovani). Rispetto alle ipotesi iniziali l’Assessorato regionale del Piemonte ha incrementato la dotazione finanziaria che passa da 10 a 17 milioni di euro, così suddivisi: misura 6.1.1 : 4 milioni di euro; misura 4.1.1 : 13 milioni di euro. Inoltre con le economie che potranno essere registrate sui bandi degli anni precedenti le risorse potranno essere ulteriormente incrementate. Questo anche come conseguenza dell’orientamento dell’Autorità di Gestione del PSR che è quello di evitare scorrimento delle graduatorie. Un’operazione che riduce la capacità di selezione dei bandi e peggiora la qualità dei progetti ammissibili al finanziamento.

Nuovo limite “de minimis” a 25.000 euro nel triennio

La Gazzetta Ufficiale dell’UE n. L51I del 22 febbraio scorso ha pubblicato il Regolamento concernente l’innalzamento del limite degli aiuti di stato in de minimis. Il provvedimento stabilisce l’ aumento a 25 mila euro, su opzione degli Stati membri, a patto di rispettare delle seguenti due condizioni: 1. le misure de minimis che vanno a vantaggio di un unico comparto produttivo devono essere contenute entro un limite massimo settoriale di risorse fissato per Stato membro e pari al 50% del massimale riportato nell’Allegato II del regolamento (per l’Italia 840,5 milioni di euro, corrispondenti all’1,5% del valore della produzione agricola); 2. gli Stati interessati devono istituire un registro centrale nazionale degli aiuti de minimis.

L’aumento dei massimali entrerà in vigore il 14 marzo e potrà essere applicato retroattivamente agli aiuti che soddisfano tutte le condizioni. Il nuovo provvedimento e la sua efficacia retroattiva, assumono anche rilevanza in relazione alle misure di emergenza come aiuti di stato settoriali che il Governo sta ipotizzando in questi giorni per le crisi di particolari comparti come ad esempio quella del latte ovino. È stato confermato il chiarimento richiesto da Confagricoltura inerente la tempistica per computare i massimali triennali di aiuti a carico delle aziende beneficiarie: il nuovo articolo 3, par. 4 del regolamento confermerebbe integralmente quanto già previsto dal Regolamento n. 1408/2013 attualmente in vigore e cioè che “gli aiuti de minimis sono considerati concessi nel momento in cui all’impresa è accordato… il diritto a ricevere gli aiuti”; e questo “indipendentemente dalla data di erogazione degli aiuti de minimis all’impresa”.

 

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