Alt al riso birmano e a quello vietnamita prodotto con i bambini sfruttati

Alt al riso birmano e a quello vietnamita prodotto con i bambini sfruttati

Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea, Juncker, alla vicepresidente Mogherini e alla commissaria per il Commercio, Malmstrom, per chiedere un immediato intervento contro l’arrivo in Europa di riso Japonica da Cambogia e Myanmar: “E’ minacciata una produzione tipicamente europea. A sei mesi dall’introduzione della clausola di salvaguardia, che ha arginato le importazioni di riso Indica dal Sudest asiatico, il mercato europeo è nuovamente invaso da importazioni a dazio zero. Nell’Unione Europea il riso Japonica rappresenta il 75% della produzione totale. L’aumento dele importazioni è del 149% in pochi mesi. Continuando con questo ritmo potrebbe protare al collasso della nostra produzione, visti i prezzi con cui il prodotto è venduto: A Bruxelles – prosegue Giansante -. occorrerà pure mettere paletti nei negoziati bilaterali con il Mercosur e l’Australia che prevedono un ampliamento dei contingenti di riso esportabili nella Ue a dazio zero o comunque ridotto”.

L’intervento del presidente di Confagricoltur segue di pochi giorni l’azione intrapresa da Paolo Carrà, presidente Ente Nazionale Risi, che aveva già lanciato l’allarme e invitato la Commissione europea a intervenire.

Sempre sul fronte delle importazioni interviene anche Coldiretti: “Non si arresta l’ondata che porta in Europa il riso ottenuto dallo sfruttamento minorile – dice una nota – Con l’accordo di libero scambio con il Vietnam, infatti, l’Unione Europea dà il via libera all’ingresso a dazio zero di 80 mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico, ottenuto con il lavoro minorile secondo la denuncia del Dipartimento del lavoro statunitense”. L’accordo di libero scambio tra Ue e Vietnam sarà firmato ad Hanoi il 30 giugno sulla base della “List of Goods Produced by Child Labor or Forced Labor 2018” dell’US Department of Labour.

“Dopo aver ottenuto finalmente la clausola di salvaguardia sulle importazioni provenienti dalla Cambogia e dalla Birmania che fanno concorrenza sleale ai nostri produttori, in vigore da metà gennaio 2019, ora questo accordo risulta essere una vera e propria contraddizione, oltre ad essere, dal punto di vista sociale, una decisione sbagliata – afferma Paolo Dellarole presidente di Coldiretti Vercelli con delega al settore risicolo. Quello che sarà sottoscritto ad Hanoi, infatti, andrà a sancire lo sfruttamento del lavoro minorile: un’assurdità da denunciare affinché i consumatori sappiano la provenienza”.

“Il settore agricolo non deve diventare merce di scambio degli accordi internazionali – dice Sara Baudo, presidente Coldiretti Novara Verbano Cusio Ossola – . E’ necessario che tutti i prodotti rispettino gli istessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendit sugli scaffali, ci sia un percorso di qualità. In gioco la risicoltura del Piemonte, quella con numeri maggiori a livello produttivo: 8 milioni di quintali, 1900 aziende, concentrate in particolare nelle province di Biella, Vercelli, Novara e Alessandria, per un totale di 117 mila ettari”.

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