A Torino il congresso mondiale di ingegneria agraria

A Torino il congresso mondiale di ingegneria agraria

Dal 24 al 26 giugno il Politecnico di Torino ospita il Joint CIGR–EurAgEng World Congress 2026, il congresso mondiale di ingegneria dei biosistemi organizzato da CIGR (International Commission of Agricultural and Biosystems Engineering) e EurAgEng (European Society of Agricultural Engineers). L’evento – il secondo organizzato in Italia nei cento anni di storia della CIGR, dopo Milano 1994 – è frutto della collaborazione tra Politecnico di Torino e Università di Torino, che mettono in campo le rispettive competenze ingegneristiche, agronomiche e ambientali per accogliere oltre 750 ricercatori da più di 60 Paesi e 684 contributi scientifici dedicati a intelligenza artificiale, robotica, agricoltura di precisione, gestione dell’acqua, bioenergie e sostenibilità. Il tema dell’edizione 2026, “Emerging Technologies and Innovation in Biosystems Engineering”, mette al centro il contributo della ricerca scientifica nell’affrontare le grandi sfide globali: sicurezza alimentare, cambiamento climatico, gestione delle risorse idriche, transizione energetica e sviluppo delle competenze.

“Ospitare al Politecnico di Torino il Joint CIGR–EurAgEng World Congress 2026 conferma il ruolo del nostro Ateneo come punto di riferimento internazionale per il confronto sulle grandi sfide dell’innovazione. Le tecnologie emergenti che saranno al centro del congresso non rappresentano soltanto opportunità di sviluppo, ma strumenti concreti per affrontare temi cruciali come la sicurezza alimentare, la gestione sostenibile delle risorse e la transizione ecologica. È questo il valore della ricerca: trasformare la conoscenza scientifica in soluzioni per la società”, commenta la vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico di Torino Giuliana Mattiazzo.
“Accogliere a Torino il Joint CIGR–EurAgEng World Congress 2026 rappresenta un riconoscimento importante per la qualità della ricerca sviluppata nel nostro territorio e per la capacità del sistema universitario torinese di attrarre e promuovere il confronto scientifico internazionale”, dichiara la professoressa Luisella Celi, vicerettrice per la ricerca dell’Università di Torino. “Le grandi sfide che caratterizzano il nostro tempo – dalla sicurezza alimentare alla sostenibilità ambientale, dalla gestione delle risorse idriche all’adattamento ai cambiamenti climatici – richiedono approcci interdisciplinari e una collaborazione sempre più stretta tra ricerca, innovazione tecnologica e società. L’Università di Torino – aggiunge la professoressa Celi – è fortemente impegnata in questi ambiti, attraverso attività di ricerca che integrano competenze scientifiche e tecnologiche in campo agrario, ambientale e socioeconomico, contribuendo allo sviluppo di soluzioni innovative per sistemi agricoli e alimentari più sostenibili, resilienti e inclusivi. La presenza a Torino di centinaia di ricercatrici e ricercatori provenienti da tutto il mondo offre un’opportunità preziosa per condividere conoscenze, costruire nuove collaborazioni e rafforzare reti internazionali capaci di generare impatto scientifico, economico e sociale”.
Nei cento anni di storia della CIGR, questa è soltanto la seconda volta che il congresso mondiale viene organizzato in Italia, dopo l’edizione ospitata a Milano nel 1994. La scelta di Torino riflette il ruolo che la città svolge nei settori della ricerca, dell’innovazione tecnologica e della formazione universitaria.

 

 

facciata politecnico

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