Appello ai prefetti: “Più trasparenza sulla filiera del riso importato”

Appello ai prefetti: “Più trasparenza sulla filiera del riso importato”

La raccolta del riso è entrata nel vivo. Primi bilanci e prime quotazioni del prodotto, ma sullo sfondo rimangono le preoccupazioni, legate a quotazioni non soddisfacenti e soprattutto alla concorrenza straniera. Coldiretti scende in campo e alza il tiro, come sottolinea una nota di Coldiretti Novara-Vco: “Chiediamo ai prefetti di farsi portavoce per rendere pubblica la filiera del riso importato”. La richiesta arriva in un momento particolarmente delicato per il comparto risicolo, alle prese con una forte pressione sul mercato e con prezzi che mettono a rischio la sostenibilità economica delle aziende. In questo contesto, secondo Coldiretti, non è accettabile che il prodotto importato rappresenti una variabile della quale non sia possibile ricostruire in modo trasparente l’intero percorso commerciale.

“Non possiamo continuare ad avere un mercato nel quale si conoscono i numeri complessivi delle importazioni, ma non c’è altrettanta chiarezza su cosa accade lungo la filiera. – sottolinea Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara-Vco con delega al settore risicolo – Vogliamo sapere chi importa, da dove arriva il prodotto, quali quantitativi entrano nel nostro Paese, chi li acquista e quale destinazione prendono”.

Secondo i dati diffusi dall’organizzazione agricola, attualmente il 60% del riso importato in Italia beneficia di tariffe agevolate o a dazio zero, una quota che proviene in larghissima parte da Paesi extra-UE. Le quantità di import, a queste condizioni, sono cresciute del 20%, provocando il crollo delle quotazioni del risone e mettendo di fatto in ginocchio le nostre aziende agricole, già in grande difficoltà per l’aumento dei costi di produzione e per gli effetti della siccità.

“Chiediamo ai prefetti di farsi portavoce affinché questi dati siano resi pubblici e accessibili e non rimangano segregati. – aggiungono il presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il direttore Domenico Pautasso – Non chiediamo altro che dati e trasparenza: se esistono informazioni già accessibili devono essere messe a disposizione, se invece i dati non sono ad oggi consultabili, è necessario attivarsi per costruire uno strumento che permetta di conoscere realmente cosa accade nella filiera. È una questione di correttezza e di tutela del lavoro degli agricoltori italiani che non possono più sentirsi mortificati da dinamiche di mercato ombrose. Il comparto è a forte rischio e non si può continuare a girarsi dall’altra parte: è vergognoso che questa situazione perduri nel tempo”, concludono.risaia matura 2026

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