La castanicoltura tradizionale è diventato nuovo Presidio Slow Food. Il progetto, presentato a Terra Madre Salone del Gusto, non mette al centro soltanto la pianta, i frutti e i loro trasformati: a venire tutelata, in questo caso, è una vera e propria cultura. Il castagno, popolarmente chiamato anche albero del pane perché per lungo tempo i suoi frutti sono stati tra le poche fonti di sostentamento per generazioni di montanari, è insieme a vite, olivo e grano una delle cosiddette piante di civiltà, una coltura cioè che ha plasmato profondamente il paesaggio, l’economia e la cultura delle comunità. Obiettivo del Presidio Slow Food non è dunque soltanto promuovere il recupero della coltivazione di Castanea sativa, nelle forme dei tanti ecotipi diversi diffusi a livello locale, e valorizzare le castagne come materia prima in cucina: si tratta innanzitutto di salvaguardare il patrimonio ambientale, sociale e culturale rappresentato dalla castanicoltura tradizionale. 

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