Addio a “Carlin” Petrini, l’uomo del cibo buono, giusto e pulito

Addio a “Carlin” Petrini, l’uomo del cibo buono, giusto e pulito

“Un cibo buono, pulito, giusto”. Rimarrà nella storia, per sempre, il mantra di Carlo Petrini, da tutti conosciuto come “Carlin”, che ci ha lasciati a 76 anni. Gastronomo, sociologo, giornalista, scrittore e attivista, Petrini è stato il visionario fondatore dell’associazione Slow Food, del Salone del Gusto, della rete mondiale di Terra Madre e dell’Università delle Scienze Gastronomiche (UNISG) di Pollenzo. Ha rappresentato un faro internazionale per la cultura della sostenibilità globale e del diritto al cibo buono, pulito e giusto, mantenendo sempre radici in Piemonte. Così sarà ricordato, non solo nella sua terra d’origine, in Italia, ma in tutto il mondo. E da tuti gli angoli del pianeta arrivano messaggi di cordoglio, a testimonianza del profondo legame che Carlin Petrini aveva intessuto con i popoli della terra, anche i più lontani e emarginati.

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: «Se ne va un uomo straordinario che ha cambiato la cultura agricola del nostro Paese e del mondo intero. Innamorato della terra, con la sua intelligenza, la sua visione e la sua capacità di guardare lontano ha insegnato a tutti noi che la sostenibilità e il rispetto della natura sono un atto politico, civico e umano prima che ambientale; che quella contadina non è un’attività, ma una cultura che deve essere giusta e avere dignità ovunque la si pratichi”.

L’’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni: «Fra le tante cose per cui Carlin Petrini ci mancherà e per cui dobbiamo essergli grati, c’è che ha reso patrimonio universale un rapporto con il cibo e la terra iscritto da sempre nel Dna del Piemonte e dei Piemontesi. Non a caso il movimento SlowFood, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il Salone del Gusto e Terra Madre sono nati qui e non altrove”.

Marco Gallo, assessore con delega alla biodiversità della Regione Piemonte: «Con la scomparsa di Carlin Petrini perdiamo uno dei più grandi custodi della biodiversità del nostro tempo che ha avuto il merito straordinario di insegnare al mondo che la biodiversità non è un concetto astratto o soltanto ambientale, ma un patrimonio culturale, umano ed economico da difendere ogni giorno”.

L’ultimo saluto di Cia, nel commiato del suo presidente nazionale Cristiano Fini: “Il nostro addio a un padre della terra e precursore di futuro. Perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile, segnando profondamente il dibattito culturale, agricolo e sociale del nostro Paese. Ci lascia un testamento che è allo stesso tempo per noi l’invito a persistere nella missione che ci vede agricoltori custodi del territorio, in quella che è la sua accezione più piena ispirata dai pilastri di Petrini sul cibo buono, pulito e giusto”.

“La scomparsa di Carlo Petrini rappresenta una perdita per l’Italia, per il mondo agricolo e per tutti coloro che, come Coldiretti, hanno dedicato la propria vita alla difesa del cibo, della biodiversità e delle comunità locali. Con lui se ne va una figura che, con passione , ha saputo parlare in maniera trasversale di alimentazione, territorio e identità.Ci siamo confrontati negli anni per dare dignità al lavoro dei contadini e creare una relazione profonda tra cittadini e agricoltori, partendo dal rispetto della terra e delle persone“, dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo.

Insieme a Carlo Petrini abbiamo spesso portato al centro del dibattito pubblico il valore del cibo non solo come prodotto, ma come simbolo di cultura . Ha saputo costruire un pensiero che ha lasciato un segno” dichiara il presidente di Coldiretti Ettore Prandini: “Pur partendo da sensibilità e approcci a volte differenti, e anche da confronti talvolta intensi su temi importanti per il mondo agricolo, non è mai venuto meno il rispetto per una personalità che ha dedicato l’intera vita a una visione forte e coerente”.

Il presidente Massimiliano Giansanti, la Giunta e tutta Confagricoltura esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, figura di straordinario rilievo per il mondo dell’agricoltura, dell’alimentazione e della cultura rurale italiana e internazionale. Petrini Carlo morto“Con il suo instancabile impegno, Carlo Petrini ha contribuito a valorizzare il lavoro degli agricoltori, la tutela della biodiversità, le produzioni locali e il legame tra terra, comunità e cibo. Nel ricordarne l’autorevolezza, la passione e la competenza nel promuovere un modello di sviluppo sostenibile, Confagricoltura si unisce al dolore della famiglia, delle persone a lui care e di tutta la comunità che ne ha condiviso il percorso umano e professionale”.

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