L’invasione silenziosa che soffoca il Made in Italy

L’invasione silenziosa che soffoca il Made in Italy

Brennero Coldiretti1Brennero coldiretti2Brennero Coldiretti5Brennero coldiretti6Dalle cosce di prosciutto alle cagliate per fare la mozzarella, ogni giorno passano dal Brennero migliaia di tonnellate di prodotti alimentari stranieri che, in assenza di adeguata trasparenza, alimentano inganni commerciali, rischi sanitari e danni economici alle imprese agricole, schiacciando prezzi, redditi e margini di export, in un momento peraltro già difficile a causa dei rincari dei costi legati alla guerra in Iran. È l’allarme lanciato dai diecimila agricoltori della Coldiretti giunti al Brennero da tutte le regioni italiane insieme al segretario generale Vincenzo Gesmundo e al presidente Ettore Prandini.

Coldiretti Piemonte presente con migliaia di agricoltori, giovani imprenditori e dirigenti insieme al presidente regionale, Cristina Brizzolari, al delegato confederale, Bruno Rivarossa, e a tutti i direttori e presidenti delle federazioni provinciali.

“Gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma dell’ultima trasformazione sostanziale nell’attuale codice doganale. A causa della guerra in Iran energia, gasolio e concimi sono andati alle stelle ed è complicato anche l’approvvigionamento, mettendo a rischio le semine e la produzione alimentare e aprendo le porte a un incremento della presenza di alimenti ultra-trasformati – spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. In Piemonte vengono, soprattutto, importati il latte e i suoi derivati, il frumento tenero, la carne bovina e la frutta: con la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, verrebbe veramente valorizzato il Made in Piemonte. La battaglia per l’origine è da sempre una priorità sindacale per Coldiretti e pochi giorni fa ha visto anche un risultato storico con l’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta Legge Caselli, ottenuta dopo oltre un decennio di impegno. Oggi assistiamo, invece, a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del vero Made in Italy”.

La mobilitazione è sostenuta dalla campagna #nofakeinitaly sui canali social ufficiali di Coldiretti.Brennero coldiretti4

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