Al grattacielo della Regione Piemonte incontro convocato dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni per un confronto sulle problematiche legate alla produzione vitivinicola dell’uva Moscato. Incontro richiesto dai sindaci dei 51 Comuni piemontesi del Moscato, distribuiti nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, con la partecipazione del Consorzio di Tutela dell’Asti Docg e Moscato d’Asti Docg, il presidente Stefano Ricagno, le associazioni datoriali agricole, del mondo cooperativo e dei rappresentanti delle parti agricola e industriale della filiera del Moscato.
«Il Moscato d’Asti Docg e l’Asti Docg – ha dichiarato l’assessore Bongioanni – sono due eccellenze della vitivinicoltura piemontese che, pur dovendosi misurare con le criticità che toccano il vino a livello planetario quali calo e cambiamento dei consumi, crisi di mercati, dazi, guerre e aumento delle materie prime, soffrono meno di altre filiere. La Regione sta sostenendo il vino piemontese con 19 milioni di euro, di cui quasi 8 per la promozione extra Ue; ha appena stanziato 20 milioni per incentivare il ricambio generazionale e l’insediamento dei giovani agricoltori che è una delle criticità denunciate dai produttori. Accanto a queste misure strutturali, naturalmente, la sfida principale è la promozione: conquistare nuovi mercati e far apprezzare sempre più questo prodotto straordinario più conosciuto all’estero che in Italia. Per questo ho voluto l’Asti Docg Vino dell’Anno 2026: lo stiamo portando in tutti i 66 appuntamenti in Italia e nel mondo in cui il Piemonte promuove il suo agroalimentare e turismo. E abbiamo appena lanciato il nuovo cocktail “Asti Vibes” che sposa due prodotti simbolo della nostra regione come l’Asti Docg e il Vermouth di Torino Igp: stiamo lavorando con il Consorzio per innervare la sua diffusione e il consumo nei locali».
Il vitigno Moscato in Piemonte è coltivato su 9.700 ettari di vigneto distribuiti in 51 Comuni di 3 province, con 3.500 aziende agricole produttrici e 350 cantine di trasformazione. La produzione al 1° giugno 2026 (dati Consorzio di Tutela) è di 31 milioni 453mila bottiglie fascettate, con un calo del -4 % rispetto al 1° giugno 2025, l’Asti Docg in leggera crescita con +1% e una flessione più netta (-10%) del Moscato Docg dovuta principalmente al crollo del tradizionale mercato Usa.
«È praticamente impossibile condizionare i mercati», sottolinea Bongioanni. «Possiamo però sforzarci di interpretarli. Su questo ci potrà dare una grossa mano dal prossimo autunno l’Osservatorio vitivinicolo che abbiamo lanciato all’ultimo Vinitaly e che stiamo strutturando. Uno strumento che, aggregando i dati disponibili ed elaborandoli con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, potrà offrire indicazioni anche predittive su quali mercati possano essere più attrattivi per le nostre produzioni e a quali condizioni. E per affrontare in modo complessivo le diverse problematiche del comparto riconvocherò a breve in una composizione aggiornata il Tavolo Vitivinicolo regionale».

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