All’Istituto agrario “Giuseppe Bonfantini” di Novara Confagricoltura ha tenuto un incontro pubblico sul tema dello spopolamento degli alveari, fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più frequente. Presenti all’incontro apicoltori provenienti da diverse zone del Piemonte e gli studenti del quarto e quinto anno dell’istituto. Il dibattito si è concentrato sulle minacce che mettono a rischio le colonie. A pesare sulla mortalità anomala dell’ultimo periodo sono soprattutto la scarsità di scorte alimentari e le elevate infestazioni dell’acaro Varroa destructor. In merito agli aspetti nutrizionali, Paolo Detoma, apicoltore esperto e rappresentante dell’Associazione Biellese Apicoltori, ha illustrato come la sopravvivenza degli apiari sul lungo periodo sia strettamente legata alla qualità dell’alimentazione. È emerso come la disponibilità di polline durante la stagione produttiva rappresenti il fattore determinante per garantire un corretto invernamento delle api. Tuttavia, le attuali dinamiche del cambiamento climatico alterano spesso i cicli delle fioriture, rendendo difficile il reperimento di nutrienti in quantità e qualità sufficienti a sostenere la salute delle colonie. Marco Pietropaoli, ricercatore dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana “M. Aleandri”, ha invece approfondito le strategie di lotta all’acaro Varroa. Nel suo intervento tecnico, il ricercatore ha ribadito la centralità del monitoraggio costante e della verifica post-trattamento: l’apicoltura moderna deve infatti superare la logica della “calendarizzazione” fissa. È essenziale intervenire solo quando i livelli di infestazione lo richiedano, adottando un approccio mirato analogo a quello utilizzato per le colture vegetali e l’allevamento. Pietropaoli ha infine lanciato un appello alla coesione territoriale: il coordinamento tra apicoltori limitrofi e la sincronia dei trattamenti sono requisiti indispensabili per evitare re-infestazioni e non vanificare gli sforzi dei singoli
“L’apicoltura non è solo un comparto produttivo d’eccellenza, ma un pilastro insostituibile per la biodiversità e per l’intero sistema agricolo del nostro territorio. – ha concluso Giovanni Chiò, presidente di Confagricoltura Novara e VCO – Per affrontare sfide globali, dal cambiamento climatico alle emergenze parassitarie, non bastano più le buone pratiche individuali: occorrono conoscenza, monitoraggio rigoroso e una forte coesione tra gli operatori. Vedere tanti studenti confrontarsi con esperti e professionisti ci dà fiducia nel futuro di un’agricoltura che deve essere sempre più tecnica, consapevole e resiliente.”

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