Coldiretti, Cia, Confagri sull’Aventino: disertano riunione sul contratto-tipo per il riso

Coldiretti, Cia, Confagri sull’Aventino: disertano riunione sul contratto-tipo per il riso

Vercelli, capitale europea della produzione del  riso (tre milioni di quintali per anno), dal 1974 è la sede della Borsa Merci, dove tutte le settimane, al martedi e venerdi, viene definito il prezzo delle varie qualità di riso. Nel laboratorio della Borsa viene calcolata l'effettiva resa delle differenti qualità. La borsa del riso si trova all'interno del Palazzo della Casa dell'Agricoltore, classico esempio di architettura del periodo fascista.

Le organizzazioni agricole di categoria (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) con toni diversi, ma azione comune, decidono di fare muro contro muro contro il crollo delle quotazioni del riso. E scelgono di disertare la riunione dell’undici giugno prevista per rivedere il contratto-tipo per la vendita del risone (il riso grezzo).

“L’allarme è suonato ormai da mesi – sottolinea una nota Coldiretti – e non è più tempo di indietreggiare. Il crollo verticale del prezzo del risone e il continuo aumento dei costi di produzione sta mettendo in ginocchio l’intero settore risicolo e migliaia di imprenditori agricoli. Dopo la lettera inviata da parte di Coldiretti al Ministero per convocare urgentemente il tavolo di filiera, Coldiretti Novara-Vco aveva annunciato ulteriori azioni. Per questo la Federazione intende dettare regole chiare in merito alla negoziazione dei prezzi. Per quanto riguarda il contratto-tipo per la vendita del risone, oltre a ritirare i propri rappresentanti dalla commissione per la rivisitazione dello stesso, chiediamo – affermano il presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il direttore Domenico Pautasso – che il nuovo contratto-tipo sia conseguente ed applichi gli articolati previsti dal d.lgs. 198/2021 (in specifico l’art. 5, comma 1, lettera b), l’imposizione di condizioni contrattuali eccessivamente gravose per il venditore, ivi compresa quella di vendere prodotti agricoli e alimentari a prezzi al di sotto dei costi di produzione”.

“In termini pratici – proseguono – in sede di negoziazione ed esecuzione dei contratti di cessione, non solo dovranno uniformarsi a principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, ma dovranno altresì individuare prezzi di fornitura che tengano conto del costo relativo all’utilizzo delle materie prime, dei fattori, sia fissi che variabili, e dei servizi necessari al processo produttivo svolto con le tecniche prevalenti nell’area di riferimento “costi medi di produzione. Coldiretti continuerà a mobilitarsi sin quando non sarà riconosciuto ai risicoltori il principio dove il prezzo del riso venduto dovrà essere superiore ai costi medi di produzione. Eventuali vendite effettuate al di sotto dei costi di produzione, saranno ritenute da Coldiretti pratiche sleali”, concludono Tofi e Pautasso. Una dura presa di posizione, mai registrata prima d’ora, che sottolinea una crisi con pochi precedenti.

Scelta di astenersi anche per Cia Novara Vercelli VCO, Cia Biella e Cia Pavia, e Confagricoltura, impegnate regolarmente con i propri rappresentanti al Tavolo di lavoro della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte nella sede di Vercelli. “Questa decisione – precisano – è dovuta al fatto che l’andamento di mercato con prezzi molto bassi, al di sotto dei costi di produzione, rischia di mettere in serio pericolo il futuro del settore. Pertanto, le Associazioni ritengono – in questo momento – superfluo e non opportuno parlare di revisione del contratto di vendita, quando esiste la possibilità concreta, data l’attuale situazione prezzi, di negare il futuro del settore”.

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