Storico sì dell’Ue all’obbligo dell’origine del latte in etichetta

Storico sì dell’Ue all’obbligo dell’origine del latte in etichetta

Una svolta storica, così è stata definita la decisione dell’Unione Europea di dare il via libera alla richiesta italiana, fortemente sostenuta da Coldiretti, di indicare l’origine in etichetta per il latte UHT e i prodotti lattiero-caseari.

Sono scaduti, infatti, alle ore 24 del 13 ottobre, senza obiezioni, i tre mesi dalla notifica previsti dal regolamento 1169/2011 quale termine per rispondere agli Stati membri che ritengono necessario adottare una nuova normativa in materia di informazioni sugli alimenti.

Il provvedimento era stato annunciato dal premier Matteo Renzi e dal ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina in occasione della Giornata nazionale del latte italiano a Milano, tenutasi a maggio scorso.

La notizia definitiva è giunta all’apertura del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio dove Coldiretti ha presentato in anteprima le confezioni di latte, burro e mozzarella con le nuove etichette che indicano la provenienza.

“Un risultato che arriva a seguito delle numerose battaglie portate avanti dalla nostra Organizzazione e che risponde all’esigenza di trasparenza che tutti i consumatori italiani chiedono da tempo”, afferma da Cernobbio Delia Revelli presidente di Coldiretti Piemonte.

L’entrata in vigore è fissata 60 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, dunque dal primo di gennaio 2017.

“La decisione dell’Unione Europea di dare il via libera all’etichettatura obbligatoria del latte in Italia è una ottima notizia”, commenta l’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero.
“E’ una richiesta che da tempo avevamo avanzato, anche insieme alle altre Regioni, e non solo per il latte, ma anche per il riso. La decisione della Unione europea aiuterà un settore che anche in Piemonte vive un momento di crisi, portando trasparenza e competitività vera tra le imprese. L’etichettatura premia non solo i produttori, che potranno così valorizzare la qualità, ma anche i trasformatori che da sempre utilizzano latte piemontese e italiano. E in qualche modo premia anche l’intuizione che la Regione ha avuto istituendo con Piemunto un marchio proprio a garanzia del latte piemontese, che qualche risultato ha già ottenuto sul piano commerciale”.

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