



Stop al riso asiatico a dazio zero, prodotto con pesticidi vietati, standard sanitari e ambientali inferiori ai nostri e, in alcuni casi, sfruttando persino il lavoro minorile, mentre gli agricoltori italiani devono affrontare regole e costi sempre più pesanti. E’ il messaggio lanciato durante l’incontro “Difendiamo il riso 100% italiano”, organizzato da Coldiretti Piemonte a Vercelli nell’ambito del secondo Festival internazionale Risò. Al Teatro Civico vi hanno preso parte tutti i presidenti, i dirigenti ed i direttori delle le federazioni provinciali con la presidente regionale, Cristina Brizzolari, ed il delegato confederale Bruno Rivarossa.
Ad aprire i lavori, moderati da Francesca Romana Barberini, il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini: “C’è una visione di carattere europeo sbagliata. L’import ci massacra. La clausola di salvaguardia, così come è stata concepita, non potrà mai essere attuata. E’ una presa in giro”.
Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ha messo l’accento sulle risorse idriche, “perché l’acqua sarà la vera sfida del futuro. Pensiamo al canale Cavour”.
Per la città di Vercelli, è intervenuto il sindaco, Roberto Scheda, seguito dal benvenuto del presidente di Coldiretti Vercelli e Biella, Roberto Guerrini, al quale ha fatto seguito il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino. La mattinata è proseguita con l’amministratore delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il direttore di Coldiretti Bruxelles, Arianna Giuliodori, il contributo video del presidente dell’Agenzia Ice, Matteo Zoppas, e la chiusura della presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari.
“Nella campagna commerciale 2025-2026 gli arrivi di riso straniero sono aumentati del 19%, con circa quattro confezioni su cinque provenienti dall’Asia, contribuendo a far crollare di oltre il 50% i prezzi riconosciuti ai nostri produttori. È una concorrenza sleale che mette a rischio insieme il reddito delle nostre imprese e la salute dei cittadini, alimentando attraverso le agevolazioni commerciali un sistema nel quale a guadagnare sono i trafficanti di prodotto straniero mentre viene impoverita la nostra risicoltura piemontese – afferma Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo -. Il patrimonio risicolo è da valorizzare lavorando sulla trasparenza lungo tutta la filiera per promuovere i valori che contraddistinguono le nostre produzioni, dalla sicurezza alimentare verso i consumatori fino alla biodiversità”.
“Servono scelte immediate e non più rinviabili: stop alle importazioni selvagge e reciprocità negli accordi commerciali, controlli serrati sull’origine del prodotto, sostegno al reddito delle imprese e contratti di filiera che garantiscano prezzi equi agli agricoltori. Ribadiamo, inoltre, la necessità di attivare il bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà e di utilizzare senza esitazioni i nuovi strumenti di controllo per smascherare frodi e triangolazioni – evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Va fermato qualsiasi accordo, a partire da quello in discussione con la Thailandia, che aumenti ulteriormente l’ingresso in Europa di produzioni che non rispettano le stesse regole imposte ai nostri agricoltori. Il riso rappresenta una produzione strategica per il Paese, per l’economia agricola e per la tutela di territori unici sotto il profilo ambientale, paesaggistico e produttivo”.


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