“No a questa Pac che punisce la risaia”

“No a questa Pac che punisce la risaia”

vercelli2vercelli5vercelli6vercelli10vercelli9vercelli3di Gianfranco Quaglia
Risicoltori scendono in campo, anzi in teatro, per far sentire la voce sino a Bruxelles. Accade al Civico di Vercelli, dove Confagricoltura vercellese e quella di Novara e Vco hanno chiamato a raccolta gli associati per far sentire la voce a Bruxelles.
Fra poche settimane scatta la nuova Pac (Politica agricola comune), che prevede un taglio del contributo a ettaro alle aziende risicole, da 722 euro a 159. Un salasso, tradotto in percentuale: -78 %. Giovanni Chiò, presidente di Confagricoltura Novara Verbano Cusio Ossola, riassume così lo scoramento: “Mi chiedo che cosa succederà domani. Io ho 34 anni, sono molto preoccupato. Sto facendo sindacato per mio figlio che ancora non esiste. Se sarà necessario riempiremo le piazze, non solo i teatri”.
Contro la scure partita dalla Commissione europea ora c’è una levata di scudi. Forse tardiva perché in pochi (ma Confagricoltura l’aveva anticipata) se ne erano resi conto. Il “Green Deal” promosso da Bruxelles prevede infatti che dal 2023 al 2027 il budget riservato all’agricoltura subisca una riduzione e al tempo stesso fissa parametri rigorosi in difesa della sostenibilità, con restrizioni nell’uso di fitofarmaci tali che – secondo i risicoltori – sarebbe impossibile mantenere i livelli attuali di produzione.
“Eravamo preparati a un taglio del 25%, nessuno poteva immaginare che sfiorasse l’ottanta” dice Giovanni Perinotti, presidente del settore riso di Confagricoltura. Ora è partita una corsa contro il tempo, in pressing sulla politica, Roma e Bruxelles, nella speranza di modifiche. Forse c’è ancora qualche spiraglio, il Parlamento europeo non sarebbe intenzionato ad approvare subito. Marco Protopapa, assessore regionale Agricoltura, ha incontrato il ministro delle Politiche Agricole, Patuanelli. Stessa cosa ha fatto nei giorni scorsi il presidente di Ente Nazionale Risi, Paolo Carra’: “C’è stata l’assoluta assenza di valutazione dell’impatto che la nuova Pac produce sulle aziende. Ci hanno pensato gli Usa (non l’UE). Gli americani hanno capito subito che l’Europa si troverà in difficoltà e quindi stanno scaldando i motori per coprire i vuoti di produzione che ne deriveranno. Non solo in risicoltura. Chi perderà molto con la nuova politica agricola sono in particolare sei regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Calabria, Puglia, Campania. Ora anche il nostro ministero, non senza imbarazzo, si sta rendendo conto. Al ministro Patuanelli ho detto che il riso made in Italy è da difendere, ma anche che chi sta nella stanza dei bottoni deve schiacciare quello giusto. Da parte nostra serve un lavoro di squadra intersindacale”.
“Ridurre la produzione con un mercato europeo in espansione è folle. – chiosa Roberto Magnaghi, direttore di Ente Nazionale Risi – Non dobbiamo arrenderci, tentare il tutto per tutto per chiedere modifiche. La data del 31 dicembre non è tassativa, probabile che la decisione finale slitti di qualche mese”.
Piemonte e Lombardia, le due regioni a vocazione risicola, hanno già sottoscritto un patto unico per puntare a un comune Psr (Programma di sviluppo rurale), cui attingere risorse alternative. La “doccia fredda” sulla risaia italiana arriva in un momento particolare, come sottolinea Mario Francese, presidente di Airi (Industrie risiere italiane): “Negli ultimi dieci anni in Europa i consumi sono lievitati da 2,6 milioni di tonnellate a 2,9, in Italia da 320 mila a 400 mila. La tendenza è ancora in crescita”. Ma tutto ciò non basta a tranquillizzare i produttori, perché c’è un risvolto preoccupante: l’aumento dei costi delle materie prime che si sono abbattuti anche in risicoltura, con una crescita esponenziale dei fertilizzanti (quadruplicati nel giro delle ultime settimane).
Luca Brondelli di Brondello, membro della giunta esecutiva di Confagricoltura, invita anche le altre organizzazioni sindacali a un fronte comune e aggiunge: “I 73 europarlamentari italiani e il nostro ministro non hanno portato a casa un buon risultato. Con la nuova Pac in Europa ci sarà una diminuzione di prodotto e altri Paesi rimpiazzeranno quello che mancherà”.Vercelli1

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