Lettera a Malmstrom: risaia a rischio desertificazione senza i dazi sull’import

Lettera a Malmstrom: risaia a rischio desertificazione senza i dazi sull’import

Dicembre d’attesa per il futuro del riso italiano. Dopo il voto del Sistema Generalizzato dele Preferenze di Bruxelles, che non ha dato l’esito sperato (la maggioranza qualificata non è stata raggiunta) ora è tutto è tornato nelle mani della Commissione europea, la cui indicazione era già favorevole all’applicazione della clausola di salvaguardia con il ripristino dei dazi sulle importazioni del prodotto in arrivo da Cambogia e Myanmar. Ma adesso il Collegio dei Commissari (28 Paesi) deve esprimersi. I risicoltori italiani ed europei confidano in una risuluzione rapida, ma c’è il rischio che l’attenzione di Bruxelles sia attratta da altri temi caldi (Brexit in primo piano). Ecco perché c’è bisogno di sensibilizzare e premere sui commissari per mantenere i fari accesi. In questo senso da registrare l’iniziativa di Giuseppe Ferraris, novarese, presidente del Gruppo riso del Copa-Cogeca a Bruxelles (la confederazione di tutti gli agricoltori e le agro-cooperative) che ha sollecitato il segretario generale Pekka Pesonen a inviare una lettera a Cecilia Malmstrom, Commissario europeo al Commercio e ai trattati internazionali, invitandola esplicitamente a prendere posizione in merito: “Ti sollecitiamo ad adottare la proposta per far rispettare la clausola di salvaguardia appena possibile durante il prossimo incontro del Collegio dei commissari”. Nella lettera viene ripercorso tutto l’iter che ha portato a questo punto e si pone l’accento sul fatto che “il riso è profondamente radicato nella cultura europea ed è coltivato in otto paesi Ue, dal Portogallo alla Bulgaria. La coltivazione del riso fornisce molto lavoro in Europa, soprattutto nelle aree dove non è possibile produrre altre colture. E’ vitale per prevenire un esodo rurale. I campi di riso garantiscono anche molti benefici ambientali: sono essenziali per preservare la biodiversità, fornendo l’habitat umido e una risorsa di cibo per molte specie di animali, che sarebbero a rischio estinzione senza questa coltura. Inoltre molti campi di riso sono situate vicino a parchi naturali e zone umide, vicino ai corsi d’acqua o al mare, così come in aree con un delicatissimo equilibrio idrogeologico. Senza le risaie queste aree sarebbero soggette a progressiva desertificazione dovuto all’effetto combinato di aumentare la salinità dell’acqua e siccità durante i mesi estivi. Noi rediamo che si interesse dell’Unione europea mantenere la produzione di riso in vista delle nuove sfide dell’agricoltura europea, come il cambiamento di clima, la carenza di risorse idriche e il declino della biodiversità”.

malmstrom

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