
Agricoltori di nuovo in piazza, a Strasburgo. Questa volta per chiedere interventi urgenti per le ricadute sui costi dovuti alla crisi internazionale.
“La Commissione Ue – recita una nota Coldiretti – conferma di non voler compiere nessun passo indietro sul Cbam, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, e sull’Ets, il mercato europeo delle quote di emissione di anidride carbonica dei fertilizzanti. Due strumenti climatici del Green Deal che stanno impattando negativamente sui costi di produzione per gli agricoltori e sui prezzi alimentari per i consumatori e che andrebbero sospesi immediatamente”.
“Oltre alla sospensione di Cbam ed Ets sui concimi, chiediamo di creare un vero fondo europeo straordinario per compensare il caro fertilizzanti senza attingere alle risorse Pac, e di liberalizzare e semplificare subito l’uso del digestato agricolo”, spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.
A causa del conflitto in Iran e la chiusura di Hormuz i prezzi dei fertilizzanti come l’urea sono rincarati dell’81% rispetto a un anno fa. Aumenti fino a 250 euro a ettaro che riducono oltre il livello di guardia i redditi degli agricoltori, mentre aumentano i prezzi per i consumatori. I giovani di Coldiretti Piemonte, guidati dal vicedelegato regionale, Alessandro Caruso, dalla presidente di Coldiretti Piemonte, Cristina Brizzolari e dal delegato confederale Bruno Rivarossa, hanno esibito cartelli e slogan come “Fuori i fertilizzanti dal CBAM”, “Stop Von Der Tax”, “Ursula il tuo patto ci lascia al verde” e “Ursula ferti-lies”.
Per la Cia (Confederazione italiana agricoltori) “Il piano d’azione sui fertilizzanti presentato oggi dalla Commissione Ue arriva tardi e con misure ancora insufficienti rispetto a una crisi che sta già mettendo in ginocchio migliaia di aziende agricole europee”.
“Serve una vera strategia europea per rafforzare l’autonomia produttiva e ridurre la dipendenza estera -sottolinea il presidente Cristiano Fini-. Bisogna accelerare la produzione interna di fertilizzanti, rendere più flessibile la direttiva nitrati, sbloccare rapidamente l’utilizzo di digestato, letame e soluzioni alternative oggi frenate dalla burocrazia, oltre a favorire una gestione più efficiente dei nutrienti tra territori. Solo così possiamo offrire agli agricoltori strumenti concreti, sostenibili e competitivi per difendersi. L’Europa deve scegliere se sostenere davvero i propri agricoltori o continuare a rincorrere una crisi che richiede risposte ben più ambiziose”.
Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura: “Siamo a Strasburgo perché vogliamo mandare un messaggio forte e chiaro alla presidente von der Leyen, alla sua Commissione. È il tempo di intervenire ora, non c’è più tempo da aspettare. I nostri agricoltori vivono una stagione di crisi, da una parte la guerra in Ucraina, dall’altra parte il cambiamento climatico, il mercato, a cui si aggiunge anche la guerra in Iran. C’è da dimostrare realmente quanto la Commissione voglia investire nell’agricoltura. L’agricoltura non è solamente una spesa del bilancio dell’Unione Europea, l’agricoltura è molto di più”.


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