#RisoTrasparente, hashtag e cordata Coldiretti Piemonte produttori-consumatori

#RisoTrasparente, hashtag e cordata Coldiretti Piemonte produttori-consumatori

Coldiretti Piemonte interviene nella battaglia del riso e invita produttori e consumatori a una cordata per ottenere certezza di trasparenza e qualità dall’industria di trasfornazione. L’inziativa ha il sapore di una sfida lanciata con una campagna sui canali social di Coldiretti Piemonte, Twitter e Facebook, con #RisoTrasparente, condivisa anche dalle associazione dei consumatori.

“Continueremo a incalzare le industrie mettendo in atto azioni con i consumatori – dice Delia Revelli, presidente di Coldiretti Piemonte – . Tutto questo a difesa delle oltre 1.100 aziende piemontesi che non vedono giustamente remunerato il loro lavoro e, anzi, pagano la situazione di un mercato fortemente condizionato dalle importazioni a dazio zero dall’estero”.

Paolo Dellarole, presidente di Coldiretti Vercelli Biella con delega al settore risicolo, parla anche dell’applicazione dell’etichettatura d’origine, annunciata dal ministro Martina, e aggiunge: “Sarà uno strumento fondamentale per la trasparenza, in attesa di un provvedimento a livello europeo per combattere le importazioni. I dati parlano chiaro: dall’aumento del 346% degli arrivi dal Vietnam al +34% dalla  Thailandia, mai così tanto riso straniero è arrviato in Europa come nel 2016”.

“Siamo al fianco di Coldiretti Piemonte in questa cordata di trasparenza – dicono Marco Gagliardi presidente del Movimento Consumatori del Piemonte e Giovanni Dei Giudici, presidente Federconsumatori Piemonte – Senza un’etichettatura chiara e efficace non sono in grado di operare una scelta consapevole nel momento dell’acquisto”.

Il delegato confederale Bruno Rivarossa ribadisce l’importanza di creare dele filiere e punta il dito contro l’industria: “Va sottolineato, però, che in questo momento l’industria risiera sta stivando nei magazzini quantità cospicue di risone acquistato a prezzi stracciati, approfittando della situazione venutasi a creare, tanto da costituire vere e proprie riserve per la prossime campagne e poterlo poi rivendere a un prezzo molto più alto”.

Per Rivarossa questo atteggiamento “produce speculazioni sulla pelle dei risicoltori italiani e genera un danno a tutto il comparto. Una strategia miope e di puro interesse economico che danneggia sia i produttori sia i consumatori. Ribadiamo ancora una volta la nostra disponibilità a creare filiere 100% Made in Italy con la partecipazione anche delle associazioni dei consumatori”.

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