| Nel 2026 l’evento rafforza ulteriormente il proprio legame con la città, coinvolgendo il cuore del capoluogo piemontese, lungo la direttrice che collega piazza Carlo Felice a piazza Vittorio Veneto, passando per via Roma, piazza San Carlo, piazza Carlo Alberto, piazza Castello, Palazzo Reale, Musei e Giardini Reali, tracciando un percorso che coinvolge musei, palazzi aulici e luoghi dell’arte, della cultura e della storia. Una scelta che punta a integrare sempre più Terra Madre nel tessuto urbano, valorizzando gli spazi esistenti come luoghi di incontro, confronto e partecipazione.
La presentazione del tema e del programma dell’edizione 2026 si è tenuta a Torino alle Gallerie d’Italia, che ospiteranno una parte del programma di Terra Madre.
«Quando arrivai a Terra Madre per la prima volta, nel 2008, non conoscevo Torino né il Piemonte. Oggi, grazie a questa esperienza condivisa da migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, questi luoghi sono diventati simboli internazionali di cultura del cibo, sostenibilità e cooperazione. Qui si incontrano contadini, pescatori, cuochi, popolazioni indigene e attivisti che spesso lavorano in contesti molto diversi ma affrontano sfide comuni» ha dichiarato Edward Mukiibi, presidente di Slow Food.
«Quarant’anni fa nasceva Slow Food perché Carlin Petrini, quando tutto andava verso la banalizzazione e omologazione, ha incarnato la diversità e proposto di accogliere e leggere la complessità a partire da un elemento quotidiano: il cibo. Quell’approccio dirompente ha provocato una rivoluzione gioiosa. Oggi, tra i compiti più ardui che ci ha lasciato c’è la realizzazione di 18 Atlanti dell’Arca del Gusto, uno per regione» ha sottolineato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.
Per Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e l’assessore all’Agricoltura regionale Paolo Bongioanni, «anche questa edizione di Terra Madre sarà un’occasione in cui riflettere e divertirsi, scoprire cibi e star bene. Il pensiero va naturalmente a Carlin Petrini che ha avuto questa intuizione geniale e rivoluzionaria. Grazie, Carlin, per avere aperto per primo una porta che poi in tanti abbiamo provato ad attraversare. Abbiamo il compito impegnativo di raccogliere questo testimone. L’edizione 2026 di Terra Madre nelle vie e piazze del centro storico di Torino sarà funzionale a coinvolgere il tessuto commerciale cittadino e contemporaneamente a dare al Piemonte quella dimensione internazionale che la nostra regione merita ma che non viene ancora pienamente percepita. A fare da apripista nel mondo al nostro turismo sono i nostri vini e le nostre straordinarie produzioni agroalimentari: il riso, la carne, i latticini, la Nocciola Tonda Gentile, eccellenza riconosciuta a livello planetario. Nello Spazio Piemonte in piazza Castello li presenteremo e li faremo degustare in un palinsesto con più di 40 appuntamenti. Lo stand sarà dedicato alla grande tradizione dei nostri maestri panificatori e fornai, che offriranno un’esperienza di conoscenza e degustazione straordinaria».
Per Stefano Lo Russo, sindaco della Città di Torino, «anche quest’anno Terra Madre Salone del Gusto, punto di incontro delle comunità del cibo di tutto il mondo, sarà l’occasione per la nostra città per consolidare il suo impegno nel promuovere un sistema alimentare sostenibile ed equo. Lo faremo, a quarant’anni dalla nascita di Slow Food, nella memoria e nel solco della strada tracciata sin qui da Carlin Petrini”.
Domenico Carretta, assessore ai Grandi Eventi della Città di Torino ha evidenziato come «per celebrare traguardi importanti come i 40 anni di Slow Food, per questa 16° edizione, la Città di Torino ha voluto simbolicamente abbracciare questa manifestazione aprendo completamente le sue piazze e le sue strade”.
Paolo Bongioanni, assessore a agricoltura, cibo, turismo della Regione Piemonte: “La chiave per aprire le porte al mondo è l’agroalimentare. Il Piemonte non ha ancora una visibilità internazionale, che dobbiamo raggiungere”. |
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