Tavolo nazionale della filiera riso sulla crisi

Tavolo nazionale della filiera riso sulla crisi

Il 30 luglio si terrà il Tavolo Nazionale della Filiera Risicola. Era stato chiesto da Coldiretti alla luce della grave situazione che sta interessando il comparto risicolo nazionale.

Nel 2025 sono arrivati in Italia oltre 300 milioni di chili di riso straniero, in aumento del 10% rispetto all’anno precedente e di cui l’80% dall’Asia. “Abbiamo richiesto questo confronto immediato tra tutti i soggetti della filiera e le istituzioni competenti, con l’obiettivo di analizzare l’attuale situazione di mercato e l’andamento delle quotazioni, valutare interventi urgenti a sostegno delle imprese agricole e individuare strumenti concreti per garantire la tenuta del comparto. Le imprese risicole stanno affrontando una fase di estrema difficoltà che rischia di compromettere la sostenibilità economica del settore e la continuità produttiva di una coltura strategica per l’agricoltura italiana e per i nostri territori”, evidenzia Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo.

“Con una specifica lettera, inviata lo scorso 5 giugno, abbiamo richiesto al Ministero la convocazione del Tavolo Nazionale della Filiera Risicola, inserendo, nell’ambito delle risorse previste dal piano “Coltiva Italia”, di istituire un fondo dedicato ai contratti di filiera, spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

“Le imprese risicole stanno affrontando una fase di estrema difficoltà che rischia di compromettere la sostenibilità economica del settore e la continuità produttiva di una coltura strategica per l’agricoltura italiana e per i nostri territori”, evidenzia Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara-Vco e membro di giunta con delega territoriale al settore risicolo.

Il presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il direttore Domenico Pautasso: “Tra le proposte avanzate – proseguono – c’è l’attivazione di uno specifico bando indigenti per l’acquisto e la distribuzione di riso italiano, una misura che consentirebbe di sostenere contemporaneamente le famiglie in difficoltà e le aziende agricole nazionali, valorizzando una produzione simbolo del Made in Italy agroalimentare”.

Vercelli, capitale europea della produzione del  riso (tre milioni di quintali per anno), dal 1974 è la sede della Borsa Merci, dove tutte le settimane, al martedi e venerdi, viene definito il prezzo delle varie qualità di riso. Nel laboratorio della Borsa viene calcolata l'effettiva resa delle differenti qualità. La borsa del riso si trova all'interno del Palazzo della Casa dell'Agricoltore, classico esempio di architettura del periodo fascista.
Nella foto: la Borsa risi di Vercelli

La fotografia delle difficoltà attraversato dal comparto emerge anche quadro da un’analisi realizzata dalla Camera di commercio di Cremona – Mantova – Pavia con il supporto di BMTI. In particolare, le difficoltà del mercato si sono tradotte, a partire da aprile, in cali diffusi per i prezzi delle principali varietà. Sulla piazza di Mortara, in particolare, l’analisi aggiornata a metà giugno evidenzia un forte calo rispetto allo stesso periodo del 2025 per la varietà Vialone Nano, nell’ordine del -60%. Cali significativi si registrano anche per varietà quali Baldo e Sant’Andrea, in diminuzione rispettivamente del -48% e del -61%. Le riduzioni hanno interessato anche le classiche varietà da risotto, con Arborio e Carnaroli che, nell’arco di dodici mesi, hanno perso il 31% e il 27%. Per il Lungo B, varietà esposta alla concorrenza dei risi asiatici, il ribasso annuo supera il -40%. Riduzioni a doppia cifra anche per i prezzi dei risoni appartenenti al gruppo Tondi (Selenio -24%), anche alla luce delle attese di un consistente incremento delle superfici investite.

Sul fronte degli acquisti dall’estero, l’analisi realizzata dalla Camera di commercio di Pavia evidenzia come stiano crescendo gli acquisti dell’Unione Europea di riso lavorato confezionato, aumentati nell’attuale annata, nel periodo settembre 2025 – maggio 2026, del +13,7% rispetto all’analogo periodo della scorsa campagna. Una tendenza che si osserva anche nel nostro Paese, dove l’aumento dell’import di riso lavorato confezionato è stato del +40,6%, con Pakistan (32% del totale), Thailandia (26%) e Cambogia (19%) quali principali Paesi fornitori.

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