“Riso straniero in confezioni Made in Italy? Accuse infondate”

“Riso straniero in confezioni Made in Italy? Accuse infondate”

La crisi attraversata dalla risicoltura italiana, con il crollo dei prezzi ai produttori, sta innescando una serie di fibrillazioni e polemiche all’interno della filiera. Dopo la decisione delle organizzazioni sindacali (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) di disertare le riunioni per la formazione del contratto tipo in segno di protesta, ora è l’industria di trasformazione a intervenire per confutare tesi e rigettare accuse. In prima persona è il presidente di Airi (Associazione industrie risiere italiane), Mario Francese, a puntualizzare: “In merito all’attuale situazione di mercato – sottolinea –  AIRI ha più volte sottolineato che la redditività di una qualsiasi realtà economica si misura su un periodo di 3/5 anni; riferendosi a questo periodo, la coltivazione del riso ha procurato ai produttori un reddito adeguato agli investimenti necessari per produrlo. Il calo dei prezzi di alcune varietà registrati negli ultimi mesi è la conseguenza dei seguenti fattori: i raccolti mondiali di riso decisamente abbondanti, che hanno determinato una offerta eccessiva con conseguente caduta dei prezzi; gli accordi internazionali che la UE ha sottoscritto con diversi Paesi, che hanno causato un flusso di importazioni di riso alla rinfusa e di riso confezionato senza l’applicazione di alcun dazio (necessario ricordare che il 60% del riso è importato in esenzione di dazio); la forte concorrenza della pasta, che ha registrato prezzi sullo scaffale molto competitivi nei confronti dei risi utilizzati per la preparazione del risotto”.

“Non siamo responsabili”

“In questa situazione così complessa – continua Francese – individuare nell’Industria il soggetto responsabile del calo dei prezzi di alcune varietà, significa proporre una lettura fuorviante della realtà. Al contrario, l’industria italiana sta subendo la forte concorrenza sul mercato comunitario del riso di importazione, molto spesso già confezionato. In questa difficile situazione sarebbe necessario un confronto responsabile con i produttori, finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise, nella consapevolezza che però non esistono vie brevi alla soluzione dei problemi”.

“Nessun miscuglio con riso importato”

“In merito ad alcune informazioni scorrette sulla commercializzazione del riso in Italia AIRI ritiene doveroso stigmatizzare fortemente le affermazioni secondo cui nelle confezioni di riso commercializzate in Italia vi sarebbe abitualmente la presenza di miscugli tra riso nazionale e riso di importazione o, comunque rappresentazioni che insinuano pratiche scorrette nei confronti dei consumatori. Si tratta di affermazioni prive di fondamento che arrecano un danno significativo all’immagine, oltre che dell’Industria, dell’intera filiera risicola italiana, agricoltori compresi. Sottolineiamo con forza che l’Industria Italiana opera nel rispetto delle norme, investendo notevoli risorse finanziarie in controlli a partire dalla materia prima sino al prodotto finito. Oltre ai propri controlli, l’Industria è sottoposta a continue verifiche da parte sia delle autorità pubbliche competenti, che da parte dei clienti. Alimentare il sospetto che il consumatore acquisti abitualmente confezioni di riso Italiano che conterrebbero prodotto estero, contribuisce alla diffusione di un messaggio gravemente lesivo per la reputazione del riso Italiano stesso e per il lavoro svolto quotidianamente con passione e competenza dagli Industriali, oltre che da tutti gli operatori della filiera”.Francese-Bobba3

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