Confagricoltura, appello agli ambasciatori in Ue: “No al compromesso sul riso”

Confagricoltura, appello agli ambasciatori in Ue: “No al compromesso sul riso”

Appello anche agli ambasciatori di tutti i Paesi presso l’Unione Europea sulla crisi del settore risicolo. L’iniziativa è di Confagricoltura che richiama l’attenzione sul problema e chiede una revisione urgente del meccanismo di salvaguardia previsto nell’accordo provvisorio sul sistema delle preferenze generalizzate.

Nella comunicazione trasmessa ai rappresentanti diplomatici vengono evidenziate le forti criticità contenute nel testo di compromesso attualmente all’esame del Consiglio europeo.

Nel documento, condiviso anche da Copa-Cogeca (l’organizzazione che rappresenta gli agricoltori e le cooperative agricole nell’Ue), si sottolinea come il meccanismo automatico di salvaguardia previsto contro le importazioni di riso straniero, pur rappresentando un passo avanti sul piano teorico, risulti di fatto inefficace a causa della soglia di attivazione fissata su livelli troppo elevati. La clausola scatterebbe infatti soltanto dopo il verificarsi di gravi squilibri di mercato, quando il danno economico per i produttori europei sarebbe già consolidato.

“Il comparto risicolo europeo – si legge – sta attraversando una fase estremamente delicata. Nell’ultima campagna commerciale le importazioni nell’Unione Europea hanno raggiunto circa 1,7 milioni di tonnellate equivalenti di riso lavorato, di cui il 60% in esenzione daziaria. Le sole importazioni provenienti da Cambogia e Myanmar hanno toccato circa 560 mila tonnellate.

Una situazione che sta generando pesanti ripercussioni in tutti i principali Paesi produttori europei. In Italia, a marzo 2026, risultavano invendute circa 736 mila tonnellate di risone; in Spagna le giacenze hanno raggiunto 253 mila tonnellate, mentre in Grecia è rimasto senza collocazione circa il 70% della produzione. Contestualmente, i prezzi del riso Indica hanno registrato un forte calo: in Italia la diminuzione è stata di circa 67 euro a tonnellata, mentre in Grecia i valori sono scesi da circa 340 euro a 240 euro a tonnellata. In Spagna, inoltre, le quotazioni risultano ormai inferiori ai costi di produzione. Criticità analoghe vengono segnalate anche in Portogallo, Francia e Bulgaria”.

Secondo le stime illustrate nella comunicazione inviata agli ambasciatori, il meccanismo di salvaguardia entrerebbe in funzione soltanto al superamento di una soglia fissata intorno alle 562 mila tonnellate di importazioni. In termini concreti, questo significherebbe che i flussi provenienti da Cambogia e Myanmar dovrebbero addirittura superare i livelli record già registrati nel 2025 prima che possano essere adottate misure di tutela.

Confagricoltura evidenzia quindi il rischio concreto di un ulteriore indebolimento della risicoltura europea, con conseguenze pesanti sulla produzione, sull’occupazione rurale e sull’autonomia strategica alimentare dell’Unione Europea.

Per queste ragioni, l’organizzazione invita il COREPER (il Comitato dei rappresentanti permanenti, organo chiave del Consiglio dell’Ue, composto da ambasciatori o vice) e gli Stati membri a non approvare l’attuale testo di compromesso e a chiedere una revisione delle disposizioni di salvaguardia relative alle importazioni di riso nell’ambito del sistema SPG, prevedendo soglie realmente efficaci e praticabili a tutela dei produttori europei.riso e diabete 7

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