Piemonte-Europa, vertice al Vinitaly

Piemonte-Europa, vertice al Vinitaly

A Vinitaly Incontro fra la Regione Piemonte – rappresentata dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni – con il commissario europeo all’agricoltura e l’alimentazione Christophe Hansen e i ministri dell’agricoltura di Paesi europei. Sono intervenuti il viceministro agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Edmondo Cirielli, i ministri dell’Agricoltura della Serbia Dragan Glamočić e della Georgia David Songulashvili. Al centro dell’incontro, che si è tenuto nella cornice del Ristorante Piemonte curato dallo chef Davide Palluda, un confronto sulle politiche agricole europee alla luce della situazione internazionale e in vista della nuova Pac 2028-2034 e il consolidamento di relazioni con nuovi mercati per il vino piemontese.

«Quello del Piemonte – ha commentato il presidente Cirio – è uno dei padiglioni più visitati del Vinitaly. In questa manifestazione fatta di eccellenze ce n’è una riconosciuta a livello internazionale che è il Piemonte. Il numero delle persone che scelgono di visitare il nostro padiglione è la prova della continuità delle nostre aziende, e noi siamo di supporto”. 

L’assessore Bongioanni riassume i temi affrontati con il commissario europeo Hansen: «Siamo in presenza di situazioni di difficoltà dovute alla congiuntura geopolitica, e per questo abbiamo bisogno di una grande attenzione da parte dell’Unione Europea. Ne abbiamo parlato al commissario europeo Hansen. Sulla nuova Pac l’ipotesi del fondo unico ci preoccupa, e ci preoccupa anche che non venga dato alle Regioni il peso che hanno avuto finora in fase di programmazione”. c

Con Hansen si è anche parlato di apicoltura e miele, un tema di nicchia ma centrale per la tutela di biodiversità e ambiente e che il Piemonte chiede che rientri nella Pac, e della necessità di avere dall’Europa una risposta realistica sui carburanti per quanto ci potrebbe aspettare se lo stretto di Hormuz non riaprisse nelle prossime 3-4 settimane: sarebbe una crisi grave e pesante anche per i fertilizzanti, che nelle ultime settimane hanno raddoppiato il loro prezzo. In agenda riunioni sul tema vino convocate dal ministro Lollobrigida, un incontro la prossima settimana all’Europarlamento di Bruxelles assieme al presidente Cirio. E si guarda con interesse ai nuovi mercati con cui sono già nate collaborazioni, come la Georgia e la Serbia, dove il Piemonte sarà il 10 ottobre prossimo su invito del ministro Glamočić per promuovere i propri grandi vini.

Il commissario Hansen ha assicurato attenzione alle questioni poste. «Penso che questo territorio sia molto di più del vino. È fatto dall’identità delle persone che ci vivono, nei paesaggi forgiati nei secoli dai produttori. Per questo è molto importante per me essere presente come Commissario Europeo per l’Agricoltura e il Cibo per vedere le opportunità e le sfide del settore e per poterlo aiutare al meglio». E una dichiarazione d’affetto sul Piemonte: «Sono felice di essere qui, ospite del Piemonte, e spero di poter presto visitare questo territorio come Commissario Europeo all’Agricoltura, perché ci sono stato solo per vacanze personali. L’ho trovata una regione molto bella con un paesaggio variegato e meraviglioso, un’ottima produzione di vino oltre che di prodotti enogastronomici. Sono un grande fan di questa regione».

Il commento del ministro Lollobrigida: «Fu l’intuizione di una grande mente piemontese – il ministro dell’agricoltura Camillo Benso di Cavour – a comprendere che il cibo non era solamente un nutrimento ma fonte di reddito e di economia. Cavour sviluppò questo settore creando le filiere, immaginando che il cibo partiva dalla produzione, veniva trasformato e poi poteva essere venduto dandogli un valore aggiunto grazie a elementi qualitativi sempre più garantiti ed individuati e potendolo poi ripartire fino alla produzione iniziale rendendola maggiormente resiliente. È lo stesso approccio che applichiamo ora e che abbiamo seguito nella grande campagna che abbiamo realizzato in due anni e mezzo per arrivare ad avere la cucina italiana come patrimonio Unesco. Abbiamo lavorato molto con la Regione Piemonte perché garantisce la centralità di tanti prodotti e la storia di vini strategici che oggi competono sui mercati mondiali e riescono ad aprirne di nuovi oltre quelli già consolidati».

Cirio Bongioanni

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