




È stato sottoscritto nella Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione Piemonte, il Manifesto di Intenti del progetto Digi Open Lab, hub sperimentale promosso da Fondazione Agrion e inaugurato lo scorso 24 ottobre in occasione dell’evento “Gli Stati Generali della frutticoltura piemontese”. Il documento è stato firmato da Fondazione Agrion e dai quattro poli universitari piemontesi – Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Scienze Gastronomiche – con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo nello sviluppo di nuove tecnologie a servizio del comparto agricolo e agroalimentare.
Il Digi Open Lab è uno spazio multifunzionale che integra diverse aree di lavoro tra cui: situati a Manta presso il centro frutticolo di Agrion, il DiGi-Tree Lab – il “meleto sperimentale” di circa 2.000 metri quadri, lo SmartBEE LAB – il laboratorio dedicato al monitoraggio e alla digitalizzazione degli alveari – e il Digi Vit Lab, – il vigneto smart di 1,4 ettari situato presso il centro sperimentale vitivinicolo di Agrion “Tenuta Cannona” a Carpeneto in provincia di Alessandria. A farne parte, ma attualmente in fase di realizzazione è invece l’Energy Lab – lo spazio dedicato alla gestione sostenibile della risorsa idrica, caratterizzato da un impianto fotovoltaico galleggiante integrato con un sistema di accumulo per lo stoccaggio dell’energia prodotta. In fase di progettazione è invece il laboratorio post-raccolta, attrezzato per analisi qualitative e quantitative sui frutti ed infine la camera immersiva per il trasferimento delle competenze, in grado di simulare scenari agricoli virtuali.
Il presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari: «In un contesto agricolo, come quello attuale, sempre più complesso, è fondamentale convogliare il più possibile le forze su quelle che sono oggi le sfide principali delle aziende, darci delle priorità in termini di ricerca e confrontarci. Per questo la collaborazione con i quattro poli universitari piemontesi assume un valore strategico”.
L’Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni: «Ricerca e innovazione sono i due strumenti su cui stiamo puntando con decisione per vincere il ritardo con cui il sistema ha reagito a fenomeni come il cambiamento climatico e l’arrivo di parassiti alieni, cui si sono aggiunti la crisi internazionale e le trasformazioni nei mercati. Serve un cambio di passo che stiamo attrezzando, ad esempio, con il nuovo osservatorio tecnico vitivinicolo che ci dica verso quali mercati andare, cosa portare e a quale prezzo. Dobbiamo essere ancora più veloci nel rispondere, con una regione forte di un patrimonio di 43.000 aziende agricole, un milione di ettari coltivati e 8 miliardi di euro di export: una filiera cui dobbiamo garantire la massima competitività”.
Paolo Balocco, direttore Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte: «La Regione Piemonte crede ed investe fortemente nei giovani e nell’innovazione, connubio inscindibile per dare un futuro alla nostra agricoltura che dovrà essere sempre più di qualità, resiliente e motore di sviluppo e di sostenibilità ambientale”. Il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi: «Il Digi Open Lab rappresenta un modello virtuoso di integrazione tra saperi diversi che abbiano il tema della sostenibilità come obiettivo comune. Per l’UPO, contribuire significa applicare trasversalmente le nostre eccellenze — dalla Biologia alla Chimica verde e la Chimica degli alimenti, dagli aspetti legati alla Salute umana a quelli Antropologici e del Diritto — per costruire un’agricoltura 4.0”.
La Rettrice dell’Università degli Studi di Torino Cristina Prandi: «L’Università di Torino è convinta che la ricerca di qualità debba produrre ricadute concrete sul territorio. Con la firma del Manifesto del Digi Open Lab questa convinzione si traduce in un impegno operativo: mettere le nostre competenze – dalla biologia vegetale alle scienze ambientali, dall’agronomia all’ingegneria – al servizio di un settore che rappresenta un pilastro dell’economia piemontese. L’agricoltura oggi affronta sfide di portata storica: cambiamenti climatici, scarsità idrica, riduzione degli input chimici, difficoltà nel reperire manodopera specializzata”.
Il rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche Nicola Perullo: «La collaborazione con Fondazione Agrion si inserisce in un percorso già solido, che ci vede lavorare insieme su temi fondamentali come la sostenibilità, la biodiversità e l’innovazione agroalimentare. Credo che l’incontro tra la ricerca tecnica in campo e il nostro approccio olistico al cibo sia la chiave per affrontare le sfide future”.
La Prorettrice del Politecnico di Torino Elena Maria Baralis: «Il Digi Open Lab rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra università, istituzioni e territorio. Per il Politecnico di Torino è fondamentale contribuire allo sviluppo di soluzioni tecnologiche avanzate che supportino la transizione digitale e sostenibile del settore agricolo”.
La firma del Manifesto è stata inoltre l’occasione per presentare AGRI.ON Call, il programma di accelerazione che accompagna le startup nello sviluppo e nella validazione delle proprie soluzioni, attraverso innovazione, ricerca e applicazione concreta. L’iniziativa, promossa da Fondazione Agrion in collaborazione con LaGemma Venture è stata illustrata dal Presidente di LaGemma Venture, Enrico Collidà.
Il bando, rivolto a startup innovative del settore Agri-tech a livello nazionale, è stato lanciato ufficialmente lo scorso 13 marzo e offre la possibilità di candidarsi fino al 15 maggio 2026. Prevede la selezione di otto startup totali che potranno beneficiare, per un periodo di due anni, del supporto scientifico e dell’accesso ai Living Lab di Fondazione Agrion, oltre a un percorso di formazione imprenditorie e intensivo della durata di due mesi curato da LaGemma Venture.
«L’innovazione ha bisogno di spazi, reti, risorse in una parola di un ecosistema capace di supportarne la crescita e lo sviluppo. Attraverso l’AGRI.ON Call vogliamo rafforzare il nostro impegno a sostegno dell’innovazione applicata all’agroalimentare, un settore che oggi più che mai necessita di soluzioni tecnologiche scalabili – ha dichiarato Enrico Collidà, Presidente di LaGemma Venture – La partnership con Fondazione Agrion consente di unire ricerca, sperimentazione e competenze imprenditoriali in un unico percorso».
Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: «Dobbiamo prendere atto del cambiamento climatico in essere che – in agricoltura – più ancora che sulla qualità incide in modo rilevantissimo sulla quantità di produzione. Dobbiamo studiarlo e capire quali possono essere le migliori reazioni. “Conoscenza è potenza”, dicevano i nostri padri, e mai come in questo caso è vero”.

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