Una camola in classe? Sarà lo snack di metà mattina

di Gianfranco Quaglia

Al termine della mattinata nell’aula magna, quando il grado di attenzione comincia a scemare per lasciare spazio ai morsi dell’appetito, dalle tasche di uno degli studenti per una volta saliti in cattedra spunta una scatoletta: “Volete favorire?”. E dal contenitore, come fossero caramelle, scendono sui palmi delle mani aperte le caramelline, anzi le tarme essiccate, leggi camole della farina. 

E’ la giornata mondiale dell’alimentazione indetta dall’Onu che a Novara, all’Istituto tecnico Omar si sta celebrando per iniziativa dell’ufficio scolastico territoriale, su idea di Gabriella Colla referente di educazione alla salute. Invitati a incontrare i compagni di Novara gli allievi dell’Istituto Cobianchi di Verbania con i prof Claudio Vicari e Rosalba Albergo. I giovani Lorenzo Beggio, Fabio Motetta, Melania Alcide, Sophie Cavallini delle quinte A e B del Liceo di scienze applicate, hanno realizzato uno studio su alimentazione e benessere. Non i soliti temi, ma qualcosa di più concreto, con cifre, indagini in laboratorio sui cibi, la proiezione al futuro dietro l’angolo. Quando, secondo la Fao, entro il 2050 la produzione agricola dovrebbe aumentare di circa il 60% per alimentare una più vasta e forse più ricca popolazione. Sfida enorme, con tutte le ricadute negative, a cominciare dall’aumento dei gas serra che inevitabilmente sarebbero prodotti dagli allevamenti.

Alternative e risoluzione dei problemi? La risposta, forse, ci arriva da quella scatoletta, che il ragazzo del liceo di scienze ha appena mostrato ai compagni, calamitando l’attenzione dopo un serrato dibattito con i relatori, l’avvocato Alessandro Tosi dell’Associazione difesa orientamento consumatori e de lla dottoresa Giuse Gambaro presidente Lilt Novara.

 Ecco, quelle tarme essiccate che i compagni stanno già sgranocchiando – e con loro anche qualche insegnante – sembrano incontrare il gradimento. I giudizi su questo “novel food” sono diversi: sa di patatine, sa d’arrosto, ha un retrogusto piacevole, è croccante ecc. Ma se doveva essere un test sul cibo del futuro, già ampiamente introdotto con Expo 2015, l’esperimento ha avuto successo. Con una voce dissonante dal fondo: ma che ne dite del risotto, della polenta e della “casseula”? 

 

You must be logged in to post a comment Login