Terre da gustare, anzi da “tasté” con il Distretto del cibo

Terre da gustare, anzi da “tasté” con il Distretto del cibo

“Terre da tasté” è il nome del Distretto regionale del cibo del Pinerolese, in provincia di Torino, che rappresenta le terre, i produttori e alcuni tra i principali prodotti agroalimentari eccellenti piemontesi, certificati con il marchio Doc, Igp e Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat): vino Pinerolese DOC, Mela rossa Cuneo IGP, Tomino del Talucco, Seirass (Sairass) di latte o Ricotta piemontese, Pasta di meliga, Mele del Piemonte, Mustardela, Genepy. Il distretto, nato per iniziativa di 15 Comuni, della Diocesi di Pinerolo, della Diaconia Valdese e con il coinvolgimento delle principali organizzazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura e delle cooperative agricole (Società agricola cooperativa Vigonese, Filiere Green Società agricola Coop), è stato riconosciuto ufficialmente dalla Regione Piemonte – Assessorato all’Agricoltura e cibo. Insieme a Pinerolo, comune capofila del distretto, sono inclusi i comuni di Buriasco, Campiglione Fenile, Cantalupa, Cavour, Cercenasco, Cumiana, Frossasco, Garzigliana, Macello, Osasco, Pinerolo, Piscina, Scalenghe, Vigone, Villafranca Piemonte.
Un territorio di circa 400 chilometri quadrati, che si estende dalla pianura del Po alle zone pedemontane e montane e che comprende un contesto paesaggistico vario con aree agricole e forestali. Sono presenti 1.420 aziende, di cui il 41% si dedica allevamento bovino, suino e avicunicolo. La maggior parte delle superfici agricole è destinato alla produzione foraggera e cerealicola, in stretta sinergia con il settore zootecnico e una porzione inferiore dei terreni è destinata a produzioni frutticole (mele, pere, kiwi e nocciole) e orticole (pomodoro da industria, patata). Una produzione minore di erbe aromatiche e l’apicoltura è rappresentata da 34 aziende. “Con il nuovo distretto del cibo si uniscono le competenze e si lavora in sinergia per incrementare lo sviluppo economico del Pinerolese. Uno strumento che ci permette di valorizzare la filiera agroalimentare insieme al territorio di produzione, coinvolgendo le diverse realtà presenti non solo del settore rurale ma anche dei settori turistico, culturale, sociale e – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa.enogastronomia agromagazine

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