Una vera e propria catastrofe ecologica sta interessando il Piemonte. Così la Regione Piemonte sul bilancio complessivo provvisorio dei roghi che stanno devastando il territorio, con una quota tra gli 800 e 900 ettari complessivi bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola.
La stagione particolarmente calda con temperature elevate, che si sono protratte per lunghi periodi dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, e le scarse precipitazioni hanno determinato condizioni favorevoli all’innesco di incendi boschivi. La recente ondata di caldo che ha interessato il Piemonte dagli inizi di luglio, con il record di temperature massime registrato mercoledì 8, è stata anche accompagnata da forti venti di caduta da Nord che hanno ulteriormente incrementato il pericolo di incendi boschivi. I bollettini incendi boschivi emessi dal Centro funzionale di Arpa in questi giorni hanno fotografato bene le condizioni, con una pericolosità che è aumentata da inizio luglio e l’8 le condizioni sono ulteriormente peggiorate con un pericolo elevato diffuso a causa delle alte temperature e dei forti venti di foehn. Secondo quanto riferito da fonti dei Vigili del Fuoco, l’origine dei diversi roghi è di natura meteorologica: le fiamme sono state infatti innescate dai fulmini caduti durante i violenti temporali dei giorni scorsi, per poi propagarsi rapidamente a causa del forte vento. Soltanto grazie alle piogge delle ultime ore e al costante lavoro dei soccorritori, la situazione è migliorata.
In Valsesia a Cravagliana permangono focolai isolati in cresta, a Boccioleto l’incendio è in bonifica con la presenza di squadre di terra dei Vigili del Fuoco e dei volontari del Corpo Antincendi boschivi, a Varallo l’incendio è sotto controllo, a Cervato e Fobello rimangono due piccoli focolai in quota.
Nel Verbano Cusio Ossola, a Premosello Chiovenda operano ancora tre Canadair e un elicottero e sono in corso operazioni di bonifica squadra di terra, a Bannio Anzino e in Val Vigezzo sono presenti piccoli focolai ma l’incendio è sotto controllo. A Valprato Soana (TO) il fronte Ovest è spento e rimane attivo ma sotto controllo quello Est.
Oltre 500 gli operatori al lavoro: alle squadre dei Vigili del Fuoco e delle Forze dell’ordine si aggiunge l’attività di oltre 200 tra AIB, volontari di Protezione civile e Croce rossa con 60 mezzi.
«Continuiamo a seguire con il massimo impegno, con uomini e mezzi, l’evolversi dei diversi fronti di incendio in Piemonte – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori alla Protezione civile Marco Gabusi e all’Ambiente Matteo Marnati – La situazione climatica e meteorologica che coinvolge l’intera Pianura Padana dura ormai da settimane, con temperature ben oltre la media stagionale e pochissime piogge, e implica la prosecuzione della massima allerta per il rischio incendi. Dopodomani, lunedì, abbiamo convocato il tavolo per l’emergenza idrica, che sarà l’occasione per verificare la situazione causata dalla siccità, che è tra le cause degli incendi, e valutare eventuali misure da adottare, anche in accordo con il governo e con le altre Regioni coinvolte».
Saranno presenti il presidente Alberto Cirio, gli assessori all’Agricoltura Paolo Bongioanni, alla Montagna, Marco Gallo, e all’Ambiente, Matteo Marnati, delegato al coordinamento del tavolo. Sono stati convocati i rappresentanti delle associazioni agricole, dei parchi e le aree protette, i consorzi idrici, l’ente risi, l’Anbi, la Città Metropolitana di Torino, le Prefetture e le Province del Piemonte, gli enti locali, gli enti di governo dell’Ambito territoriale e i gestori del Servizio idrico integrato e delle reti idriche.

You must be logged in to post a comment Login