Il Lago di Lugano soccorre la risaia italiana

Il Lago di Lugano soccorre la risaia italiana

lago luganoIl Lago di Lugano salverà la risaia italiana attraverso il Lago Maggiore. Almeno così si spera. In altre parole: un lago in aiuto all’altro in un momento di grave siccità che sta condizionando l’approvvigionamento irriguo. Un accordo è stato infatti raggiunto dall’organismo bilaterale italo-svizzero che si occupa della regolazione del Lago Maggiore, riunito d’urgenza su richiesta del ministero italiano dell’Ambiente. Il Lago Maggiore (Verbano e il Lugano (ceresio) fanno parte dello stesso sistema idrografico internazionale collegato attraverso il fiume Tresa, che esce dal lago svizzero e prosegue il suo corso sino a sfociare nel Verbano, sulla sponda lombarda. Sfruttando questo collegamento naturale è stato deciso che a Ponte Tresa l’erogazione sia aumentata dagli attuali 3 a 8 metri cubo d’acqua al secondo. Quei cinque metri in più confluiranno in gran parte nel Lago Maggiore, il cui livello è ampiamente scarso ormai da settimane, tanto che non era più possibile derivare acqua abbondante da scaricare nel Ticino e di conseguenza immetterla nel Canale Regine Elena indirizzato a sostenere l’irrigazione delle risaie novarsi e vercellesi, nella loro fase più delicata di maturazione del cereale. Ora, con questo accordo, che durerà dieci giorni, la situazione dovrebbe migliorare, consentendo agli agricoltori di raggi8ungere la fase finale del percorso e salvare il raccolto.

Intanto la Regione ha esteso all’intero territorio piemontese lo stato di emergenza di rilievo regionale per gli incendi boschivi e prepara le ordinanze che consentiranno di ristorare le spese sostenute dai territori per fronteggiare l’emergenza idrica e gli incendi boschivi. Intanto cresce il numero dei Comuni piemontesi costretti a ricorrere alle autobotti: erano circa 70, sono diventati 109, con oltre 4 mila viaggi effettuati.

«Avevamo detto che sull’emergenza idrica si poteva intervenire chiedendo aiuto alla Svizzera. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto di aumentare i rilasci d’acqua e oggi quel lavoro ha prodotto un primo risultato concreto: la portata del Tresa è passata da circa 3 a 8 metri cubi al secondo» dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori all’Ambiente Matteo Marnati, all’Agricoltura Paolo Bongioanni e alla Protezione civile Marco Gabusi. «Questa misura è acqua in più per il nostro territorio e oggi ogni metro cubo conta – aggiungono –. Abbiamo attivato tutte le leve possibili per affrontare questa emergenza e i primi risultati stanno arrivando. Con le prossime ordinanze saranno individuati gli elenchi degli interventi relativi al servizio delle autobotti che si è reso necessario per il deficit idrico e degli interventi effettuati in somma urgenza dai Comuni interessati, con i relativi importi economici. Ristoreremo le spese per le autobotti e per gli interventi urgenti, perché i sindaci che stanno affrontando questa emergenza devono sapere che la Regione è al loro fianco. Con i miei assessori e insieme al Governo stiamo lavorando per individuare gli strumenti necessari a sostenere le nostre imprese».

Questo il quadro emerso durante la riunione dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica, coordinata dal direttore generale della Regione Piemonte Angelo Robotto con la partecipazione in videocollegamento delle Direzioni regionali Giunta, Agricoltura, Opere pubbliche e Protezione civile, Ambiente, Commercio, Arpa Piemonte, delle Prefetture, delle Province, degli enti di gestione delle Aree protette piemontesi, di Anbi Piemonte, degli enti di governo e gestione del servizio idrico integrato, delle associazioni agricole e degli altri soggetti impegnati sul fronte dell’emergenza.

Secondo i dati illustrati dal direttore generale di Arpa Piemonte, Secondo Barbero, la portata del Tresa a Ponte Tresa è passata da circa 3 a circa 8 metri cubi al secondo. «Questo pressing ha avuto effetto anche in concreto», ha sottolineato Barbero mostrando i dati aggiornati in tempo reale.

Parallelamente si sta lavorando anche sul bacino del Toce, attraverso una valutazione congiunta con Enel, per provare ad aumentare ulteriormente la disponibilità di risorsa in una situazione che resta fortemente critica.

I dati aggiornati indicano 163 Comuni che hanno già emanato ordinanze per il risparmio idrico, ai quali si aggiungono 94 Comuni ai quali è stata richiesta l’emissione dell’ordinanza. I Comuni serviti dalle autobotti sono saliti da circa 70 a 109 e sono stati effettuati complessivamente oltre 4 mila viaggi.

Negli ultimi tre mesi – maggio, giugno e luglio – le precipitazioni hanno fatto registrare un’anomalia negativa del 55%. Nella prima decade di agosto sono caduti mediamente sul Piemonte 18 millimetri di pioggia, contro una media di 27. Gli indicatori evidenziano una condizione di siccità severa praticamente sull’intero territorio regionale, mentre nella prima decade di agosto le portate dei corsi d’acqua hanno registrato un deficit che, nel dato di sintesi illustrato da Arpa, arriva al -83% rispetto ai valori storici. Arpa prevede una probabilità maggiore di temporali e rovesci soprattutto sull’arco alpino a partire dalla prossima settimana.

 

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