Incontro a Strasburgo con Hogan. Il Parlamento europeo: considerare il riso “sensibile”

Bertrand Mazel, presidente dei Risicoltori europei (nella foto) s’incontra a Strasburgo con il Commissario europeo all’agricoltura, Phil Hogan, per confrontarsi sulla grve situzione del settore riso, determinata dall’import a dazio zero dal Sudest asiatico. Il francese Mazel, imprenditore risicolo in Camargue, si dice fiducioso. Per la pressione che tutta la filiera risicola sta esercitando sull’UE lsulla necessità di rivedere il meccanismo dei dazi e di salvaguardia. Le numerose iniziative che arrivano da tutti i paesi produttori, Italia in testa, stanno ponendo il riso all’attenzione dei vertici europei. Nei giorni scorsi il ministro delle Politiche Agricole, Martina, ha inviato a Bruxelles il dossier relativo alla richiesta di introduzione dell’etichettatura d’origine, passo importante che garantirebbe il Made in Italy e i consumatori. Da sottolineare anche la recente risposta che Czeslaw Adam Siekierski, presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha inviato a Mazel, destinatario di 12 mila risicoltori europei (oltre 4 mila gli italiani). “Il Presidente Tajani mi ha pregato di rispondere a suo nome – dice – alla lettera del 4 aprile nella quale portava alla sua attenzione la situazione del mercato del riso, legata alle massicce importazioni dai Paesi emergenti, in particoalre dalla Cambogia. Posso assicurarle che i nostri membri sono consapevoli del problema che ha sollevato e dell’importanza della discussione che ha avuto luogo a Milano il 20 febbraio, durante il primo forum sul settore riso . L’aumento delle importazioni di riso a dazio zero dai Paesi denominati “tutto tranne le armi” e la continua liberalizzazione delle importazioni di riso nell’mbito degli accordi bilaterali hanno determinato una riduzione costante della superficie investita a riso Indica e un amento della superficie investita a riso Japonica con un conseguente incremento di quella japonica e degli stock attuali. Il recente studio sull’impatto economico cumulativo dei futuri accordi comerciali sull’agricoltura dell’Unione europea, elaborato dal Centro comune di Ricerca, mostra anche che il settore del riso risulterebbe tra quelli più penalizati dalle negozazioni di libero scambio con un forte calo della produzione e dei prezzi. Posso assicurarle, signor presidente, che il Parlamento europeo è consapevole che queste problematiche dovranno essere trattate con la massima importanza per il futuro del settore. Pertanto i deputati ritengono opportuno invitare la Commissione a un vero e proprio riconoscimento della ”sensibilità” del settore nell’ambito delle negoziazioni degli accordi di libero scambio e, nel caso vi siano gli estremi, a prendere in considerazione eventuali misure di salvaguardia per le importazioni in provenienza dai Paesi meno sviluppati, beneficiando del sistema delle preferenze generalizzate. Infine i deputati desiderano anche invitare la Commissione a tenere in debita considezione la specificità del settore del riso nella prossima PAC, in particolare tenuto conto del grande valore aggiunto di questo settore per l’ambiente, la biodiversità e la gestione dell’acqua”.

Mazel

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