Edilizia e impiantistica, anche il riso fa la sua parte nobile

Edilizia e impiantistica, anche il riso fa la sua parte nobile

Ferrari PaoloDel riso non si butta nulla, neppure gli scarti. Anzi, sono proprio quelli che possono rivelarsi materia straordinaria e alternativa per l’edilizia. L’architetto Tiziana Monterisi di Biella, fondatrice e ceo di “Rice House”, li ha valorizzati al punto da diventare materiale edile all’avanguardia. Ne ha parlato all’Allianz MiCo di Milano, dove Paolo Ferrari, ad di Comoli Ferrari di Novara (leader nell’impiantistica) ha riunito i principali player nazionali e internazionali del settore, industriali, investitori, rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali. Tra i relatori, appunto, anche Tiziana Monterisi, che ha illustrato la sua “case history” ormai consolidata: con la lolla e la paglia di riso, interagendo con strutturisti e impiantisti, ha realizzato materiali edili isolanti in trenta cantieri. In particolare a Milano quattro torri di case popolari finalizzati a quattrocento inquilini. Il tutto con una visione quasi a chilometro zero – come ha sottolineato l’architetto – nell’arco di una settantina di chilometri, dal campo (la risaia) al cantiere, nella metropoli lombarda. Il progetto è stato realizzato con l’intervento di una ditta di Brescia, che ha realizzato i prefabbricati con il cappotto isolato in lolla e paglia di riso. Progetto realizzato in sette mesi.

L’intervento dell’architetto Monterisi si è inquadrato nel contesto del convegno di Milano, dove si è fatto il punto sull’impiantistica italiana, che vale 92,3 miliardi di euro di valore della produzione, seconda in Europa dopo la Germania. Rappresenta il 27,3% del volume d’affari complessivo delle costruzioni, una quota che cresce ogni anno anche nei cicli di flessione del mercato. L’export del settore ha raggiunto 23,3 miliardi di euro nel 2024 (ultima rilevazione disponibile), con una crescita del 31,3% rispetto al 2019.
È un’infrastruttura produttiva e sociale che tocca ogni edificio, ogni luogo di lavoro, ogni abitazione del Paese, non un comparto tecnico di nicchia.
Si calcola inoltre che l’edilizia rappresenti quasi il 40% dei consumi energetici nazionali e che oltre il 60% degli edifici residenziali italiani è stato costruito prima degli anni Ottanta, collocandosi nelle classi energetiche meno performanti. Nel 2025 la spesa nel mercato dei servizi energetici ha raggiunto circa 17 miliardi di euro.
Attraverso il supporto dei centri di ricerca come Cresme e C erved è stata messa a disposizione a una platea di oltre 300 partecipanti strumenti di lettura e dati di mercato circa le prospettive del Paese su tali settori, grazie agli interventi di Lorenzo Bellicini e Alessandro Gorla.

“Abbiamo selezionato una platea volutamente molto eterogenea: una buona parte del mondo della produzione, più tutta una serie di stakeholder che possiamo definire nel campo dei ‘fornitori di servizi’, dalle banche, ai big tech di tecnologia. Perché sono tanti i partner di questo ecosistema che fanno parte della nostra quotidianità e che ci consentono di far crescere ed evolvere il comparto dell’impiantistica.” commenta Paolo Ferrari.

La trasformazione di cui parla Ferrari non riguarda solo soluzioni e tecnologie, ma la struttura stessa del settore: nuovi attori (software house, startup, progettisti digitali), nuovi spazi di mercato (datacenter, intelligenza artificiale, edifici connessi), nuove responsabilità (zero emission, ecodesign, sicurezza, efficientamento energetico).
I confini tra impiantistica elettrica, idrotermosanitaria e digitale si stanno dissolvendo e, al loro posto, sta prendendo forma un settore nuovo, più complesso, con attori diversi e regole ancora da scrivere.

Un esempio tra tutti è il Decreto Requisiti Minimi che, in vigore dal giugno 2026, rende obbligatoria l’adozione di sistemi di Building Automation and Control (BACS) di classe B negli edifici non residenziali, ampliando in modo significativo il perimetro dell’intervento impiantistico su tutto il patrimonio costruito.

“Dove c’è qualcosa che non funziona, vedo opportunità.” Aggiunge Ferrari “Perché, a partire dall’infrastruttura Paese, dall’elettrificazione, o da meno del 25% del parco immobiliare a norma, parliamo di occasioni su cui investire e giocare un ruolo da protagonista, in ottica, per altro, di efficienza del Paese. È chiaro che, come si colgono le opportunità dipende, poi, da come si mette in atto un percorso. Quello che ci serve è avere stabilità e costruire dunque un progetto di medio-lungo periodo, che consenta alle aziende, alle istituzioni, a tutti quanti, di remare nella stessa direzione.”

Sui temi citati da Ferrari sono state sollecitate le autorità presenti in ambito nazionale e regionale: il sen. Alessio Butti(Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale), l’on. Alberto Gusmeroli (Presidente X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati), Massimo Sertori (Assessore agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica della Regione Lombardia), Matteo Marnati, Assessore all’Ambiente, Intelligenza artificiale, Energia, Innovazione, Ricerca della Regione Piemonte).

Su cosa, dunque, occorre investire oggi con urgenza?
La risposta emerge forte non solo dalla visione di Comoli Ferrari ma da tutti i grandi produttori intervenuti sul palco (Siemens, Schneider Electric, ABB, Bticino, Gewis, Ariston, BWT) *: sulla capacità di fare il sistema e di determinare una pianificazione che sia il più possibile di medio periodo “perché viviamo, in questo momento, in un Paese a intermittenza. Questo ci crea grossissimi problemi già in momenti di stabilità” sottolinea Ferrari

Entro il 2030 il contributo al PIL del comparto potrebbe triplicare, con la creazione di oltre 70.000 nuovi posti di lavoro diretti e circa 220.000 indiretti lungo la filiera.

L’intervento di Cerved Rating Agency evidenzia il rafforzamento economico-finanziario del settore dell’impiantistica negli ultimi anni. Dopo una fase di crescita della redditività, favorita anche dagli incentivi legati al Superbonus 110%, le imprese hanno registrato una recente inversione di tendenza, mantenendo tuttavia una posizione finanziaria complessivamente più solida. Nel 2025, la capacità di copertura degli interessi passivi ha raggiunto un picco di circa 10 volte, mentre la probabilità di default si è attestata al 4,4%, con un rischio di credito ormai allineato o inferiore alla media del portafoglio analizzato da Cerved.

Per il futuro, le opportunità di sviluppo riguardano soprattutto la prosecuzione degli interventi di efficientamento energetico, l’automazione, gli investimenti nell’edilizia pubblica e la crescita dei contratti di global service.
Tra le principali criticità emergono invece la normalizzazione della domanda dopo la stagione del PNRR, la frammentazione del mercato e la difficoltà di reperire manodopera specializzata, con possibili ripercussioni sui tempi e sulla qualità dell’esecuzione dei lavori.

Un segnale importante arriva anche da FME (Federazione nazionale Grossisti Distributori Materiale Elettrico), di cui Paolo Ferrari è vicepresidente, e che il 24 novembre presenterà ufficialmente il progetto “Impianti elettrici evoluti per abitazioni pronte al futuro“, formalizzato con il decreto n. 8513 del 26 giugno 2026.

L’apertura del convegno, moderato da Sebastiano Barisoni ed Enrico Pagliarini di Radio 24, è stata affidata ai saluti istituzionali di Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Tommaso Foti, ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR.

 

Nelle foto: Tiziana Monterisi con Gea Smith; Paolo Ferrari con Sebastiano Barisoni

 

Monterisi Tiziana

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