“Dignità, rispetto, prezzi!”. Coldiretti in piazza per il riso

“Dignità, rispetto, prezzi!”. Coldiretti in piazza per il riso

flash mob1flash mob3flash mob4flash mob5“Dignità, rispetto, prezzi”. Sono le parole risuonate durante il flash mob organizzato da Coldiretti a Vercelli-Biella e Novara-Vco, davanti alla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, per richiamare l’attenzione sulla grave crisi del comparto riso. Al centro della contestazione il crollo dei prezzi riconosciuti ai risicoltori, i costi di produzione alle stelle, caro carburanti e aumento delle importazioni selvagge di cereale straniero. Alla mobilitazione, assieme ai presidenti di Coldiretti Vercelli-Biella e Novara-Vco, Roberto Guerrini e Fabio Tofi, ha preso parte il presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino.

“Definire i costi di produzione medi; realizzare contratti che tengano conto dei costi di produzione, delle tendenze mercato e delle varietà che il mercato richiede; definire un contratto tipo che non sia solo in linea con la legge contro le pratiche sleali per ciò che riguarda il pagamento, ma anche per quanto concerne il prezzo riconosciuto ai produttori. Questi, insieme ad altri, i principali punti – spiega Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo – che abbiamo presentato alla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. Un contratto tipo deve sicuramente tenere conto delle caratteristiche qualitative del prodotto, ma ne deve tener conto anche in termini di premialità e non solo in termini di decurtazione dal prezzo base come attualmente accade. La risicoltura del nostro territorio rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale: non possiamo permettere che rischi il tracollo”.

flash mob2“Con questo flash mob si apre un periodo di mobilitazione che coinvolgerà tutti i comparti agricoli piemontesi – evidenziano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Servono scelte immediate e non più rinviabili per ridare dignità al comparto e all’intera agricoltura piemontese: stop alle importazioni selvagge e reciprocità negli accordi commerciali, stop al caro carburante, controlli serrati sull’origine del prodotto, rivedere i principi che stabiliscono la rilevazione e le quotazioni del risone in fase di contrattazione della borsa merci. Ribadiamo, inoltre, la necessità di attivare il bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà e di utilizzare senza esitazioni i nuovi strumenti di controllo per smascherare frodi e triangolazioni. Il riso rappresenta una produzione strategica per il Paese, per l’economia agricola e per la tutela di territori unici sotto il profilo ambientale, paesaggistico e produttivo”.

Una delegazione Coldiretti, con il direttore Domenico Pautasso, ha incontrato il vicepresidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte Paolo Carrà e il segretario generale Gianpiero Masera chiedendo loro di avanzare e far proprie le richieste di Coldiretti:

  • Definire i costi di produzione medi relativi alla coltivazione del riso:
  • Farsi portavoce e sostenere la richiesta del mondo agricolo per addivenire a dei contratti di filiera/coltivazione. Realizzare contratti che tengano conto dei costi di produzione, delle tendenze mercato e delle varietà che il mercato richiede, porterebbe in pochi anni a stabilizzare il settore a fronte di una vera e propria programmazione:
  • Definire un contratto tipo che non sia solo in linea con la 198/21. per ciò che riguarda il pagamento, ma anche per quanto concerne il prezzo riconosciuto. Un contratto tipo deve sicuramente tenere conto delle caratteristiche qualitative del prodotto, ma ne deve tener conto anche in termini di premialità e non solo in termini di decurtazione dal prezzo base come attualmente accade:
  • Chiediamo poi, che vengano rivisti i principi che stabiliscono la rilevazione e le quotazioni del risone in fase di contrattazione della borsa merci

“La crisi che il settore risicolo sta attraversando, rischia di nuocere e lacerare in modo profondo il tessuto imprenditoriale del nostro territorio. – affermano il presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il direttore Domenico Pautasso – Coldiretti ha il dovere morale nei confronti del mondo agricolo e dell’intera società di intervenire affinché tutto ciò non accada. La risicoltura del nostro territorio rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, non possiamo e non dobbiamo permettere che un settore così considerevole rischi il tracollo. In questo momento storico così difficile per i nostri produttori, abbiamo l’esigenza di ridare dignità ad un settore determinante per l’economia locale, oppure saremmo destinati a scomparire e con esso interi comparti produttivi dell’indotto, provocando una vera e propria sciagura economico sociale”.

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