Vittorio Amedeo III, trecento anni dopo

amedeo1Un tuffo nel passato, con uno sguardo al futuro. Il luogo: la “splendida cornice” (e non è un eufemismo) della Palazzina di Caccia di Stupinigi (TO). L’evento: il trecentesimo anniversario (1726-2026) di Vittorio Amedeo III e il fermento culturale e scientifico del Settecento sabaudo. Hanno promosso e coordinato l’incontro l’Accademia dell’Agricoltura di Torino, presieduta da Marco Devecchi e l’Accademia delle Scienze di Torino (presidente Marco Mezzalama). Con i loro saluti introduttivi anche quelli di Marta Fusi (direttrice della Palazzina di Cacia), Paola D’Agostino (direttrice generale musei reali di Torino), Giulia Carluccio (presidente Fondazione Centro studi alfieriani). Poi le relazioni: Vincenzo Ferrone (Accademia delle Scienze di Torino) su “Vittorio Amedeo III e le origini dell’Accademia); Paola Bianchi (Università di Torino) su “Sociabilità e realtà accademiche a Torino nel secondo Settecento”; Carlo Tosco (Politecnico di Torino) su “I catasti e il paesaggio agrario nell’età di Vittorio Amedeo III”; Carla Eugenia Forno (direttrice della Fondazione Centro studi alfieriani) su “Vittorio Alfieri e i re di Sardegna, dall’irriverenza giovanile al volontario esilio della maturità”; Lorenza Santa (Musei Reali di Orino) su “Vittorio Amedeo III al Palazzo Reale di Torino”; Alessandro Carassale (Accademia di Agricoltura, presidente CeSVin) e Luca Lo Baso (Università di Genova) su “I rapporti tra Liguria e Piemonte nell’età di Vittorio Amedeo III”.

A conclusione l’intervento musicale, più volte applaudito, dell’Accademia Corale Stefano Tempia, con brani della tradizione vocale europea, diretta da Luigi Cociglio, al pianoforte Francesco Cavaliere.amedeo3

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