Il 2026 si è aperto con il mercato del riso. E Coldiretti Piemonte chiede urgentemente alla Regione di convocare e costituire un Tavolo di crisi del comparto riso.
“Ad oggi, i prezzi riconosciuti ai nostri agricoltori sono nettamente in perdita, tanto che alcune varietà che hanno perso fino al 40% del valore rispetto allo scorso anno con i costi di produzione, invece, balzati alle stelle con fertilizzanti, energia e mezzi tecnici che hanno registrato incrementi a doppia cifra negli ultimi anni, secondo l’analisi di Coldiretti – sottolinea Roberto Guerrini, membro di giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore risicolo -. Una situazione insostenibile per le imprese risicole del nostro territorio, sacrificate alle logiche del massimo ribasso”.
“Il Tavolo di crisi regionale che abbiamo chiesto di convocare serve ad analizzare le problematiche e ad approfondire le progettualità che, fin da subito, vanno messe in atto per il comparto, coinvolgendo anche la parte industriale e tutti gli attori della filiera” spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.
“Difendere il riso piemontese significa difendere la sovranità alimentare europea ed il lavoro agricolo italiano che garantisce oltre il 50% dell’intera produzione di riso della Ue con una gamma di varietà e un livello di qualità uniche al mondo” sottolinea Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara-Vco con delega territoriale al settore risicolo. E con lui Fabio Tofi, presidente Novara-Vco e il direttore Luciano Salvadori.

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