Risò 2026, la macchina è già partita

Risò 2026, la macchina è già partita

La macchina di “Risò”, il grande festival internazionale dedicato al cereale di cui l’Italia è leader in Europa, si è rimessa in moto. Ha riposato per alcuni mesi, dopo la prima edizione di settembre 2025, ma ora guarda già alla seconda, programmata a Vercelli dall’11 al 14 settembre. L’evento dello scorso anno, spinto da enti locali e Ministero dell’Agricoltura, ha assunto un significato oltre ogni previsione: nel capoluogo eusebiano ha portato esponenti politici e dell’agricoltura da tutto il mondo, accendendo i riflettori su un comparto d’eccellenza che merita tutte le attenzioni nazionali e mondiali. E così è stato. Ci hanno creduto tutti, a cominciare dalle autorità (con il ministro Lollobrigida in primo piano), la presidente di Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, sindaco di Vercelli e presidente della Provincia. Ma soprattutto sono stati gli agricoltori e i cittadini a cogliere un’opportunità unica, trasformando l’evento in una vetrina su cui hanno puntato i riflettori i media. Se il riso italiano era conosciuto nel mondo anche o soltanto per merito di alcune opere cinematografiche (come l’iconico “Riso Amaro”) “Risò” ha avuto il merito di sdoganare antichi pregiudizi o attenzioni superficiali su un “pianeta” che non è più specchio di una ruralità marginale e bucolica, ma espressione di imprenditorialità, economia, ricerca d’avanguardia, tecnologia. E se esisteva ancora qualche stereotipo, il mondo del riso ha dimostrato di saperlo abbattere.

Non poteva rimanere un episodio isolato. E così la Città di Vercelli ha già pubblicato l’avviso pubblico per partecipare come sponsor alla seconda edizione, con una manifestazione d’interesse che scadrà il 30 gennaio.riso3

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