Risicoltori in piazza a Vercelli

Risicoltori in piazza a Vercelli

Risicoltori in piazza. Dopo le due proteste di tutti gli agricoltori (in dicembre a Bruxelles) e la scorsa settimana a Strasburgo, questa volta è il settore riso a chiedere con urgenza di essere ascoltato. La manifestazione, martedì 3 febbraio, alle10, a Vercelli, è stata programmata da Confagricoltura di Vercelli-Biella con una piattaforma di richieste e proposte che saranno illustrate in Piazza Zumaglini, dvanti alla Borsa Risi. “Un’iniziativa di respiro nazionale, con la presenza di delegazioni delle altre province dove viene coltivato il riso, raccogliendo le forti preoccupazioni degli associati risicoltori” sottolinea una nota di Confagricoltura Piemonte.

L’obiettivo è quello di portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica alcune tematiche considerate centrali per il futuro della risicoltura italiana. Tra queste c’è la richiesta di un meccanismo di protezione che possa veramente incidere sulle importazioni dai paesi beneficiari del regime dell’UE “Tutto tranne le armi” (EBA) quando il settore rischia di essere danneggiato. Confagricoltura ritiene, infatti, che la clausola di salvaguardia proposta sia inefficace e il limite minimo di 562 mila tonnellate di prodotto importato sia di fatto inoperante nelle attuali condizioni di mercato.

I nostri risicoltori – afferma Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – propongono anche una rivalutazione delle tariffe doganali (175 euro a tonnellata), considerandole non più attuali e non sufficienti al riequilibrio del mercato, e un aumento dei controlli doganali sui prodotti agricoli provenienti da paesi extra UE”.

Nel campo delle regole sulle produzioni agricole, Confagricoltura chiede che venga almeno applicata la reciprocità in ambito UE, vista la difficoltà riscontrata a livello extra UE.

 

Al ministero per l’Agricoltura, la Sovranità alimentare e le Foreste Confagricoltura propone, Francesco Lollobrigida, nell’ambito delle iniziative per il comparto risicolo, di incaricare l’Ente Nazionale Risi o altri organismi ministeriali di sviluppare varietà aromatiche, di attuare un programma di promozione del Basmati italiano e di provvedere al riordino del registro varietale dell’Ente Nazionale Risi, trasferendo le varietà non più coltivate da anni nell’apposito registro varietale “da conservazione”.

Secondo Confagricoltura, inoltre, è fondamentale l’inserimento dell’obbligatorietà dell’origine in etichetta; tra i suggerimenti, infine, ci sono l’introduzione di strumenti atti a favorire il riordino fondiario, e quindi quello irriguo, e strumenti per dare impulso all’utilizzo delle nuove tecnologie, come i droni agricoli e le TEA, le nuove tecniche genomiche.Confagricoltura Vercelli

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